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3° Domenica di Pasqua

Un rimprovero serio

Se leggete il vangelo di oggi, comprenderete che il rimprovero di Gesù non deve essere stato molto facile da accettare da parte di coloro che lo udivano: “voi non conoscete né me né il Padre mio… se conosceste me, consocereste il Padre mio”. Come dire: cari amici, voi non avete capito nulla! Rimprovero fatto a gente di fede, rimprovero fatto a persone che si vantavano di conoscere il mistero di Dio e, in effetti, per molti versi, era così! Avevano un percorso di fede serio, avevano una pratica di fede diffusa, avevano momenti di celebrazione rituale molto forti e ai quali tenevano molto. Tradizioni sedimentate nel tempo.

E se fosse per noi?

In verità noi non siamo poi in una situazione differente. Anche il nostro essere cristiani è fatto di molte tradizioni e riti che, spesso, rimangono poco più che tradizioni, appunto.

Che dire poi della nostra conoscenza del mistero di Dio. Generalmente parlando, molti cristiani sono fermi al catechismo delle elementari! Lo vediamo bene quando qualche gioco in televisione pone un quesito sulla religione: risposte raccapriccianti, con vero imbarazzo dei partecipanti.

Il giudizio

Anche qualora avessimo una conoscenza profonda della fede, anche quando avessimo un percorso di spiritualità molto serio, non possiamo però sfuggire alla critica che Gesù propone a proposito del giudizio, perché credo sia estremamente vero che noi giudichiamo in base a quello che conosciamo, in base ai valori che abbiamo, in base a ciò che ci viene ispirato da letture, commenti, informazioni… Difficilmente ci chiediamo: cosa pensa Dio di questa situazione, di questa persona, di questa realtà? Per questo Gesù dice che, spesso, il nostro giudizio non è “vero”, cioè è incapace di verità, perché non sappiamo discernere secondo i criteri di Dio.

Un impegno

Così vorrei che continuassimo a riflettere prendendoci, in questo tempo di Pasqua, qualche impegno di fede serio e forte. Accade che, dopo gli impegni della quaresima, dopo la spiritualità della settimana santa, molti si “rilassino”, credendo che il tempo di impegno della fede sia un po’ finito. Non dovrebbe essere così. Anzi! A partire proprio dalle conquiste dell’impegno quaresimale, dovremmo essere in grado di rilanciare e di progredire ulteriormente nella professione della nostra fede. Con un approfondimento delle Scritture più convinto, con un interrogarsi sulla Verità di Dio più concreto, con qualche impegno personale più mirato e conforme alla situazione che viviamo.

Proporrei a tutti di vivere la lectio divina di venerdì, l’ultima dell’anno, perché avremo un testo difficile ma fondamentale del Vangelo di Giovanni. L’invito è anche per coloro che non avessero fatto tutto il percorso.

Proporrei a tutti di valorizzare la fede in Maria, attraverso la recita del rosario. Normalmente è previsto prima di tutte le funzioni, oltre alla celebrazione più meditata e attenta che proponiamo per il tempo della domenica sera. Potrebbe essere un modo più forte di terminare il giorno del Signore.

Proporrei a tutti di essere più attenti alla situazione internazionale, magari domandandoci proprio cosa pensa Dio di noi e cosa ci suggerisce Dio con quanto avviene nella nostra epoca.  Anche da questo giudizio possiamo trarre ulteriori spunti di preghiera per il nostro mondo e, soprattutto, per la Pace.

Affidiamoci alla Beata Vergine Maria, iniziando il mese di Maggio, perché sia lei a intercedere per noi e a venire in aiuto alle nostre debolezze.

Il Vostro Parroco,