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Una Parola da don Andrea

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V Domenica di Pasqua

Gesù prega per noi!

Invito tutti a leggere con attenzione l’ultima frase del vangelo di oggi. Se lo leggerete con attenzione scoprirete una prospettiva unica e diversissima da quella che abbiamo di solito. Di solito, infatti, crediamo che siamo noi a dover pregare Dio e, quando preghiamo, credo che tutti siamo contenti perché ci sentiamo di aver fatto “qualcosa di buono per Dio!”. Il Vangelo di oggi muta completamente la prospettiva. Non siamo noi che preghiamo e che facciamo qualcosa di buono perché prima e oltre la nostra preghiera c’è quella che Cristo fa per noi. Esattamente! Cristo prega per noi! È una prospettiva da sottolineare con forza, perché tutti noi siamo oggetto della preghiera di Cristo.

Custodiscili.

Per che cosa prega Cristo? Cosa chiede per noi? Le realtà oggetto della preghiera di Cristo sono due:

  • La custodia.

Cristo chiede a Dio Padre e per noi tutti di essere “custoditi”. Ovvero Gesù chiede al Padre di sostenerci nelle cose della vita, di essere custoditi soprattutto nel momento della tentazione, secondo quello che preghiamo nel Padre nostro: “non abbandonarci alla tentazione”. Se possiamo riportare qualche risultato in questa azione, non è tanto e non è solo per la nostra buona volontà, tantomeno per la nostra forza. Ogni volta che siamo vittoriosi sul maligno, ogni volta che riusciamo a non cedere al peso della tentazione, è perché sperimentiamo la forza di Cristo che prega per noi. Ogni giorno, prima di quello che noi possiamo e riusciamo a fare. C’è quello che Cristo fa per noi.

  • L’unità dei credenti.

Gesù prega per l’unità dei credenti. Come sappiamo, come tutti sperimentiamo, è sempre difficile andare d’accordo con gli altri e stare uniti agli altri. Lo sperimentiamo tutti nelle nostre famiglie: si fa fatica a tenere insieme una casa, una famiglia… lo sanno bene le mamme che, generalmente, si dedicano a questo compito con ammirevole impegno. Anche Gesù lo sa in riferimento alla comunità cristiana e, per questo, prega per i credenti perché sappiano sperimentare il cammino di unità che Lui stesso ha pensato. L’unità dei credenti è segno e profezia di quello che, ancora, deve venire. Ecco perché Gesù prega incessantemente per l’unità della Chiesa.

Come vivere questa domenica di incontro il Vescovo.

Abbiamo già riflettuto settimana scorsa sul senso della visita pastorale, rendendo noto il programma della visita con un caldo invito per la presenza di tutti. Credo che questa domenica ci permetta di scoprirne, con più forza, il motivo. Noi vogliamo incontrare il Vescovo e fare esperienza di unità nella Chiesa. Unità con Lui e, grazie a Lui, nella Chiesa universale; poi, in secondo luogo, anche unità tra noi. È significativo che, pur mantenendo una Messa con il Vescovo per Parrocchia, siamo invitati a partecipare per fasce di età. Come una comunità che non conosce divisioni territoriali, come Chiesa che si sente unita a Dio e, per questo, vive l’unione attorno al Vescovo. Ricordiamo che non è il giorno di festa che dice un tenore di vita, ma la quotidianità. Quanto oggi sperimentiamo per grazia, è quello che sempre, ogni giorno, dovremmo impegnarci a costruire. Ben venga, quindi, se alla festa di oggi conseguirà l’impegno di una vita e, soprattutto, di tutti. Nella preghiera di Gesù che ci custodisce e ci chiama all’unità mettiamo gli sforzi di ciascuno di noi.

Il vostro parroco,

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Eventi

commissione campeggio

Maggio 7 @ 20:45 - 22:00

S. Cresima

Maggio 8 @ 18:30 - 19:30

incontro Robur

Maggio 10 @ 19:00 - 22:00

commissione liturgica

Maggio 11 @ 20:30 - 22:00

Tutti insieme preghiamo per gli ammalati, per le persone che soffrono.
Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Ringrazio tutti i cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento, tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa alla quale appartengono.

Papa Francesco

Notizie

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L’ARCIVESCOVO DELPINI AI CASSANESI: «CONCENTRATEVI SULL’ESSENZIALE»

È un invito a «concentrarsi sull’essenziale» quello arrivato dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che domenica 27 dicembre, festa di san Giovanni evangelista, ha presieduto la messa solenne nella chiesa di San Giulio appena restaurata.

«L’essenziale, il cuore della vita cristiana, il fondamento della speranza del mondo è Gesù» ha sottolineato il presule davanti alle centinaia di fedeli che, nel rigoroso rispetto delle norme legate all’emergenza sanitaria, hanno gremito la parrocchiale o hanno seguito in diretta la celebrazione dal cinema teatro Auditorio e dalla cappella dell’oratorio oppure in collegamento streaming dalle proprie abitazioni. «Che cosa hanno da dire i cristiani in questa situazione tribolata, drammatica, confusa?» si è domandato il pastore della Chiesa ambrosiana, indicando la risposta nel mistero del Natale, che «invita a concentrarsi su Gesù e sulla salvezza che in Lui è donata»: è questo che, ha spiegato l’arcivescovo, libera «dalla confusione», ma anche «dalla banalità».
Ecco perché, ha concluso, «questa celebrazione è l’occasione per sentirsi inviati in ogni ambiente, in ogni giorno dell’anno a essere coloro che recano un lieto annuncio di bene. Gesù è Signore: nella confusione si riconosce una luce, nella banalità si inserisce un richiamo all’essenziale, a quello che è necessario perché la nostra gioia sia piena». Un richiamo ben presente proprio all’interno della chiesa cassanese, nella quale, ha osservato l’arcivescovo, «da qualunque parte si volga lo sguardo, si incontra il Cristo crocifisso. Che cosa dice questa chiesa? Dice: “Gesù è Signore, ti ha salvato con la sua croce e la sua risurrezione”».
Delpini, nel corso della sua visita, ha avuto modo di apprezzare i lavori eseguiti in San Giulio e illustrati dal parroco don Andrea Ferrarotti che, affiancato sull’altare dagli altri sacerdoti di Cassano Magnago, ha ricordato le antiche origini della parrocchiale, testimoniate dai resti delle ex chiese, la prima delle quali datata almeno al VI secolo e costruita sulle rovine di un precedente insediamento tardo-romano: ciò avvalora la tesi che il luogo di culto sia ancora più antico e «risalga proprio all’opera evangelizzatrice di san Giulio», sacerdote vissuto nel IV secolo e impegnato nella costruzione di chiese «nel contesto dell’editto di Teodosio». Oltre a essere dunque la chiesa madre della città, ha precisato ancora don Andrea, la parrocchiale del centro è anche «il primo tempio dedicato al santo nell’intera nostra arcidiocesi». Non è un caso se San Giulio viene, «da tempi immemorabili, denominata “basilica”, benché non consti ufficialmente il riconoscimento di questo titolo. Si sa, Eccellenza: “Vox populi, vox Dei”». Da qui la speranza, questa la richiesta del parroco all’arcivescovo, che «la sapienza di Vostra Eccellenza voglia magari provvedere a quanto storicamente non è avvenuto».
A rappresentare le istituzioni cittadine il vicesindaco Osvaldo Coghi, il presidente del consiglio comunale Pietro Ottaviani e altri amministratori.
Dopo aver accolto arcivescovo, la comunità pastorale attende ora il vicario episcopale di Varese, monsignor Giuseppe Vegezzi, che sarà presente il giorno dell’Epifania: il vescovo ausiliare di Delpini presiederà la messa solenne delle 11.15 in San Giulio, parrocchia di cui, nel 1994, è stato coadiutore per un breve periodo.

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