Il peccato
La seconda pagina biblica che leggiamo, dopo quella della centralità dell’uomo nella creazione che abbiamo letto la scorsa settimana, è quella che allude al peccato. La sintesi delle Scritture è mirabile. Dove nasce il peccato? Nasce da una libertà che vuole sostituirsi al mistero di Dio. Nasce da una libertà che invece di accogliere la vita come dono, spadroneggia su di essa. Nasce da una libertà che, invece di ricevere da Dio, dalla fede, il criterio di discernimento tra il bene e il male, pretende di fare da sola e di discernere da sola, imponendosi dei criteri propri, lontani da quelli di Dio. Così l’uomo che spadroneggia sulla vita o pretende di decidere da solo il confine tra bene e male, si allontana da Dio, perde la sua amicizia, si trova in una situazione di peccato che solo la forza di Dio stesso potrà risanare.
Per noi
Quante volte anche noi siamo in questa condizione. Quante volte anche noi siamo in una situazione nella quale pretendiamo di decidere cosa è bene e cosa è male da noi stessi. Quante volte, per vivere un discernimento tra bene e male, aggiungiamo quel “per me …” che rende personalizzato ogni discernimento, ogni decisione, ogni discussione. Quante volte, poi, vediamo anche attorno a noi persone che si rendono arbitre della vita. Della vita da donare o della vita da togliere. Noi viviamo in un tempo che, essendosi pericolosamente allontanato da Dio, riafferma in ogni modo la sua autonomia, la sua sussistenza a prescindere da Dio.
Una vita senza Dio è ancora una vita piena? Una vita che si muove lontano dalla sua origine e senza una meta è ancora una vita che ha uno scopo, che è degna di essere vissuta in pienezza? Io credo che le Scritture di oggi, molto opportunamente, ci sanno richiamare a quel “di più” che dà senso ai giorni e che rende una vita immensa, profonda, degna di essere vissuta in tutta la sua pienezza.
Chiediamo al Signore in questa domenica questa grazia. Chiediamo al Signore la forza di vivere con dignità i nostri giorni, richiamando a noi stessi le verità della fede per saperle poi anche trasmettere agli altri.
Chiediamo al Signore di saper sempre capire che una vita che si dirige lontano da Lui, non è solo una vita che trascorre nel peccato, ma è una vita che si autocondanna all’infelicità. Cerchiamo anche noi, personalmente, di far emergere il nostro peccato e di ricercare l’assoluzione di Dio. Solo così vivremo pienamente la nostra vocazione.
Solo così renderemo a Dio quella testimonianza che è giusto e doveroso dare.