L’ingresso in Gerusalemme
Il Vangelo di oggi, almeno quello della S. Messa con la processione, mette in primissimo piano l’importanza della relazione con Cristo. Tema peraltro molto forte anche nell’altro Vangelo che oggi si legge alle altre Messe della giornata, quello dell’unzione di Betania. In entrambi gli episodi il lettore è invitato a domandarsi: quale relazione con Cristo è possibile? Le risposte dei Vangeli sono due.
C’è una relazione personale, intima, privata. È la relazione che ha per protagonista Maria di Betania che, nella casa spesso frequentata dal Signore, offre ora un gesto di squisita accoglienza e femminilità. Se Maria compie questo gesto è perché la sua anima è tutta protesa all’incontro con il Signore, che ella vuole accogliere dentro di sé. Il suo è un “dolce stare presso il Signore”, è un compiere un gesto per conservare la presenza del Signore nel cuore.
Il gesto dell’ingresso a Gerusalemme è, invece, un gesto collettivo, un gesto di popolo, un gesto di festa. Tutto un popolo di gente fedele accoglie il Signore, con un rito semplice ma onesto: l’acclamazione con rami di palma e di ulivo. Un gesto che ricorda che è la Chiesa ad accogliere il Signore, nella sua interezza, nella sua universalità, nella sua compattezza e anche nella sua semplicità che, al tempo stesso, è il suo splendore. Indicando così che tutti i membri della Chiesa sono coinvolti in un gesto di accoglienza che è e che deve essere comunitario.
Per noi al termine della Quaresima
Mi pare che la domanda centrale di questa giornata, la domanda che tutti dobbiamo portare nel cuore oggi e per i prossimi giorni sia: che relazione voglio avere io con Cristo nella Settimana Santa? Che relazione voglio avere io con il Signore che, per me, patisce, muore e risorge?
Tutti abbiamo il nostro personale modo di vivere la Settimana Santa. Eppure, io credo che siano in molti a gustare la bellezza dei riti della Settimana Santa. Tutti ne abbiamo nel cuore qualcuno. Gli “ambrosiani” sanno bene che la Settimana Santa della nostra Chiesa è ricchissima e varia. Altri hanno nel cuore i riti e le processioni dei loro paesi di origine che, magari, visiteranno nei prossimi giorni. Sono forme di appartenenza alla Chiesa che invito tutti a coltivare. Chi rimane a Cassano nella nostra comunità, chi si muove per qualche ritorno alla terra di origine o per qualche giorno di vacanza, vada a scoprire le tradizioni religiose dei paesi in cui si reca. La relazione con Cristo non è solo personale; soprattutto a Pasqua deve essere comunitaria!
Ovviamente invito poi tutti a domandarsi quale relazione del cuore, e quindi personale, volete vivere nei prossimi giorni. Ci farà bene sapere che Cristo cerca noi, Cristo guarda noi, Cristo vuole entrare in relazione con ciascuno di noi perché vuole illuminare, redimere, confortare la nostra anima. In qualunque stato essa si trovi! Forse per vivere bene questa relazione personale con Cristo, sarà bene programmare la propria confessione. È il momento più intimo di questa relazione. Vivete bene la Settimana Santa! Ne va della nostra fede!