La pace
Il Vangelo di oggi è tutto centrato sulla parola “pace”. È una parola di cui sentiamo il fascino; è una realtà di cui sentiamo grande bisogno, è un tema di grandissima attualità. Eppure è anche una parola e una realtà per la quale abbiamo perso la speranza. Forse ci viene da dire che, dopo tanto pregare senza vedere esiti tangibili, è meglio lasciar perdere! Forse il Signore non ci ascolta! Forse siamo incapaci di chiedere o di vivere in modo tale che la pace possa trionfare tra noi. Le considerazioni che sento sono molto diverse ma, al di là delle sensibilità personali, mi pare davvero che incominciamo a non crederci più tanto. Così che anche le parole sempre molto profonde di Papa Leone non ci appassionano più di tanto. Le ascoltiamo, le condividiamo ma, poi, ci pare di sapere che non avranno nessun effetto sul mondo. Cosa fare per non ridurci così? Cosa fare per non ridurci ad essere privi di speranza circa la pace?
Le raccomandazioni evangeliche
Credo sia giusto sostare sulle raccomandazioni del Vangelo.
- Vivere la comunione.
Il primo richiamo del Vangelo: la pace che intende il Signore nasce dalla comunione con il Padre. Ciò è vero anche per noi. Più viviamo la comunione con Dio Padre, maggiore sarà in noi l’anelito alla pace. Non solo il desiderio di pace, che è umano. Avvertiremo in noi il desiderio di essere con Dio per sperimentare la sua dimensione di vita. È per questo che, per coltivare la pace, abbiamo bisogno di intensa e prolungata preghiera. Il primo richiamo del Vangelo è, dunque, anche un richiamo alla perseveranza senza perdersi d’animo.
- Credere nella pace.
Per non disperare, occorre credere alla pace. Credere con le forze della volontà, oltre che con quelle del cuore. Il che significa non arrendersi nemmeno di fronte a tutto ciò che sembra spegnere il desiderio di pace nel mondo.
- Praticare comportamenti di pace.
Il che, in concreto, significa attuare comportamenti di pace. Anche piccoli, semplici, ma mai banali. Rinunciare ad una propria pretesa, tenere un tono di voce moderato, limitarsi nelle richieste, lasciar perdere ciò che si potrebbe esigere ma che, per amore di altri, si lascia cadere… Sono tutti piccoli comportamenti che possiamo attuare ogni giorno e che ci dicono che crediamo nella pace. Piccole cose che possono essere molto efficaci.
- Ritenersi sempre in cammino.
Infine, il Vangelo ci ricorda che sempre dobbiamo ritenerci in cammino, cioè mai arrivati. Chi si ritiene in cammino si stanca, desidera magari una sosta, ma non si dà per vinto fino a che non giunge alla meta. Così anche noi, per quanto riguarda la pace, possiamo sentirci stanchi, forse anche delusi, sfiduciati, ma non dobbiamo sentirci vinti. Poiché non vediamo trionfare la pace, dobbiamo rimotivare maggiormente la nostra preghiera e la nostra volontà. Fino a che non saremo in grado di garantire un mondo di pace, occorrerà lottare,
sapendo di non essere soli. Lo Spirito di Dio agisce in noi, per noi, con noi. Mentre ci prepariamo alla Pentecoste cerchiamo di vivere una preghiera sempre più vera, intensa, fortemente radicata in Dio. Sarà questo che ci sosterrà nel saper chiedere la pace. Sarà questo il segno della speranza da offrire alle genti.