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La Comunità Pastorale San Maurizio accompagna nella preghiera la cara anima di don Ampellio Rossi che è tornato alla casa del Padre. La camera ardente è allestita presso la casa parrocchiale di Santa Maria del Cerro a partire dalle ore 15.00 di oggi Martedì 2 Marzo.

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Una Quaresima alla ricerca della sapienza.

Le Sapienza della quaresima.

Ogni anno cerchiamo di rileggere i testi che la liturgia ci propone in modo diverso. Quest’anno, accogliendo l’invito dell’Arcivescovo a vivere bene la Quaresima, verrà proposto, per ogni domenica, un tema di carattere sapienziale.
Il tema di questa terza domenica di Quaresima  è “vivere un gesto di perdono e misericordia”.
Nel notiziario trovate i temi per tutte le domeniche di Quaresima.

La sapienza del perdono.

Quante volte ne abbiamo parlato! Quante volte Papa Francesco ci sprona su questo tema! Sembra che questa benevola insistenza non venga più considerata e che ci sia solo il “peso” di un’insistenza ritenuta, in qualche modo, eccessiva. Ecco il cuore di questo cammino quaresimale che proprio nella domenica centrale li sprona a recuperare quella sapienza antica ma sempre nuova che deve essere al centro della vita cristiana: il perdono.

Un invito.

L’invito a perdonare, in questa domenica, viene declinato, anzitutto, nella prima lettura. È Mosè che intercede presso Dio perché perdoni il peccato di tutto il popolo che si è costruito il famoso “vitello d’oro”, simbolo di ogni idolatria. È Gesù, nel Vangelo, che vorrebbe avvolgere della grazia del perdono i suoi interlocutori, chiusi nei pensieri del loro cuore e impermeabili alla misericordia. È San Paolo che loda, infine, la comunità di Tessalonica per avere accolto il Vangelo della misericordia e del perdono come fonte di novità per la loro esistenza. Facciamo nostri questi inviti di sapienza per ottenere sapienza.

3° settimana: per entrare nella logica del perdono.

Se vogliamo ottenere anche questa terza forma di sapienza abbiamo, anzitutto, bisogno di svelare le nostre “idolatrie”, di rimettere nelle mani di Dio il nostro cammino di fede che, spesso, sceglie ciò che non è Dio e ciò che non appartiene al cristiano. Avvolti dal manto della misericordia di Dio sapremo guardare con misericordia le situazioni della vita che più ci interpellano: a casa e in famiglia, come a scuola e nel lavoro; per questioni di relativa importanza o per questioni determinanti nella vita; comprendendo una verità grande: la misericordia, la sapienza che da essa deriva, sanno essere insistenti! Insistenti come l’intercessione di Mosè presso Dio, insistenti come Gesù che cerca, in ogni modo, di non mollare il discorso con i suoi interlocutori e di spingerli sempre verso il largo; insistente anche come San Paolo, che per ottenere la conversione dei Tessalonicesi ha predicato a lungo la misericordia e l’amore di Dio. Anche noi, se vogliamo crescere in questa sapienza, non possiamo spazientirci ma siamo chiamati ad offrire gesti di perdono e ad usare parole di comprensione, di vicinanza, di misericordia, sempre! Ricordando che la logica del perdono non chiede di arrivare a perdonare fino a 7 volte, ma fino a 70 volte 7, e, cioè, nella logica e nella mentalità ebraica, all’infinito. Questa è la sapienza del cristiano adulto che non si lascia scalfire da nulla, ma persevera  nel cammino di chi vuole essere simile a Dio, il Padre del perdono.

Il vostro parroco,

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Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
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Ringrazio tutti i cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento, tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa alla quale appartengono.

Papa Francesco

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L’ARCIVESCOVO DELPINI AI CASSANESI: «CONCENTRATEVI SULL’ESSENZIALE»

È un invito a «concentrarsi sull’essenziale» quello arrivato dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che domenica 27 dicembre, festa di san Giovanni evangelista, ha presieduto la messa solenne nella chiesa di San Giulio appena restaurata.

«L’essenziale, il cuore della vita cristiana, il fondamento della speranza del mondo è Gesù» ha sottolineato il presule davanti alle centinaia di fedeli che, nel rigoroso rispetto delle norme legate all’emergenza sanitaria, hanno gremito la parrocchiale o hanno seguito in diretta la celebrazione dal cinema teatro Auditorio e dalla cappella dell’oratorio oppure in collegamento streaming dalle proprie abitazioni. «Che cosa hanno da dire i cristiani in questa situazione tribolata, drammatica, confusa?» si è domandato il pastore della Chiesa ambrosiana, indicando la risposta nel mistero del Natale, che «invita a concentrarsi su Gesù e sulla salvezza che in Lui è donata»: è questo che, ha spiegato l’arcivescovo, libera «dalla confusione», ma anche «dalla banalità».
Ecco perché, ha concluso, «questa celebrazione è l’occasione per sentirsi inviati in ogni ambiente, in ogni giorno dell’anno a essere coloro che recano un lieto annuncio di bene. Gesù è Signore: nella confusione si riconosce una luce, nella banalità si inserisce un richiamo all’essenziale, a quello che è necessario perché la nostra gioia sia piena». Un richiamo ben presente proprio all’interno della chiesa cassanese, nella quale, ha osservato l’arcivescovo, «da qualunque parte si volga lo sguardo, si incontra il Cristo crocifisso. Che cosa dice questa chiesa? Dice: “Gesù è Signore, ti ha salvato con la sua croce e la sua risurrezione”».
Delpini, nel corso della sua visita, ha avuto modo di apprezzare i lavori eseguiti in San Giulio e illustrati dal parroco don Andrea Ferrarotti che, affiancato sull’altare dagli altri sacerdoti di Cassano Magnago, ha ricordato le antiche origini della parrocchiale, testimoniate dai resti delle ex chiese, la prima delle quali datata almeno al VI secolo e costruita sulle rovine di un precedente insediamento tardo-romano: ciò avvalora la tesi che il luogo di culto sia ancora più antico e «risalga proprio all’opera evangelizzatrice di san Giulio», sacerdote vissuto nel IV secolo e impegnato nella costruzione di chiese «nel contesto dell’editto di Teodosio». Oltre a essere dunque la chiesa madre della città, ha precisato ancora don Andrea, la parrocchiale del centro è anche «il primo tempio dedicato al santo nell’intera nostra arcidiocesi». Non è un caso se San Giulio viene, «da tempi immemorabili, denominata “basilica”, benché non consti ufficialmente il riconoscimento di questo titolo. Si sa, Eccellenza: “Vox populi, vox Dei”». Da qui la speranza, questa la richiesta del parroco all’arcivescovo, che «la sapienza di Vostra Eccellenza voglia magari provvedere a quanto storicamente non è avvenuto».
A rappresentare le istituzioni cittadine il vicesindaco Osvaldo Coghi, il presidente del consiglio comunale Pietro Ottaviani e altri amministratori.
Dopo aver accolto arcivescovo, la comunità pastorale attende ora il vicario episcopale di Varese, monsignor Giuseppe Vegezzi, che sarà presente il giorno dell’Epifania: il vescovo ausiliare di Delpini presiederà la messa solenne delle 11.15 in San Giulio, parrocchia di cui, nel 1994, è stato coadiutore per un breve periodo.

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