Cana
Cana, ovvero le nozze; Cana, ovvero gli sposi; Cana, ovvero la gioia perduta e ritrovata. Gioia perduta e poi ritrovata degli sposi, come singole persone, alle prese con la loro festa che sta andando male.
Gioia perduta e poi ritrovata delle loro famiglie, che hanno preso parte a tutta quanta la vicenda.
Gioia perduta e poi ritrovata del maestro di tavola, che non sa come reagire di fronte ad una sua grave mancanza.
Gioia perduta e poi ritrovata di tutta una comunità che, insieme agli sposi, vive questo momento di festa.
Comunità e gioia
Tutti percepiamo il tema della gioia come qualcosa di molto personale. Ci domandiamo se siamo contenti, verifichiamo le nostre disposizioni a gioire, ci preoccupiamo quando siamo privi di gioia ed incupiti. Forse sappiamo anche preoccuparci della gioia dei nostri parenti, al massimo di qualche amico a cui teniamo molto, ma sappiamo gioire in una comunità? Sappiamo realizzare una comunità contenta? La comunità cristiana in sé dovrebbe essere contenta e partecipare di questa gioia, se è vero che è la risurrezione di Cristo che deve renderci sempre gioiosi. Noi cristiani, siamo contenti? Secondo quanto dicono in molti, dalle nostre comunità non viene una grande testimonianza di gioia. Propriamente uscendo di chiesa dopo la celebrazione della S. Messa, si dovrebbe vedere la gioia di credere, di avere incontrato il Signore, di avere incontrato qualcun altro che crede insieme con noi e come noi… ma è davvero così? Diamo questa testimonianza? Forse non sempre… forse non tutti.
Per noi
Quali sono le fonti di gioia della nostra comunità? Provo ad elencarne alcune:
- La gioia per una comunità che ci viene data, di cui facciamo parte, la gioia per una Chiesa che ha la sua storia, che ha le sue radici, ma che sa anche vivere il tempo presente; la gioia per una comunità che vive momenti spirituali intensi, che si raduna nel nome del Signore. Nulla è scontato in questo tempo e nel nostro mondo. Impariamo a gioire per una comunità che sa ancora trovarsi nel nome del Signore.
- La gioia per una comunità che vive ancora e propone di vivere il tempo bello dell’oratorio, luogo di formazione, di educazione, di preghiera, di incontro e di ritrovo.
- La gioia per una comunità che ha ancora 6 sacerdoti a sua disposizione, la gioia per una comunità dove sono stati mandati 3 seminaristi, la gioia per una comunità dove è viva l’attenzione per le vocazioni.
- La gioia per una comunità che vive la carità, la vicinanza ai fragili in forma attenta e grande, così pure come non lascia mancare attenzioni al mondo della cultura, dello spettacolo, dello sport…
Non una comunità perfetta, ma una comunità dove, con tanta gente generosa e buona, si cerca di fare qualcosa nel nome del Signore.
E tu? Sai gioire per la tua comunità?