Project Description

Sofferenza

Safet Zec esprime in quest’opera il dramma da lui vissuto in prima persona quando, nel 1992, la guerra, che schianta la ex Jugoslavia e che colpisce con particolare drammaticità Sarajevo, la città in cui l’artista vive e lavora, lo costringe a lasciare il suo paese per trasferirsi a Venezia.

Nelle opere di questo periodo la violenza è vista nella sua più intensa, umile e commossa umanità. Il bisogno di un abbraccio diventa fotogramma pregnante in cui le braccia forti e vigorose di un padre sorreggono, stringono, proteggono il corpo del figlio. I volti si perdono in uno sfondo terreo che li inghiotte come il dramma di morte che il padre vive impotente.
Sullo sfondo, a sinistra, altre braccia stringono corpi inerti per indicare un dramma universale che coinvolge l’umanità da secoli. Emergono da questa “aura nera”, come la chiamerebbe Dante, solo il filo rosso che attraversa in diagonale tutta la tela e il bianco delle camicie. Il filo rosso unisce tutti coloro che vivono il dramma della perdita di un figlio. Il bianco rimanda all’innocenza, alla purezza, ma sottolinea anche il rischio che queste persone cadano in una condizione larvale di abbandono e di dimenticanza del loro dolore.

dipinto di Safet Zec, 1994