1a dopo la Dedicazione – giornata missionaria
Un richiamo
Forse diamo un po’ per scontato che arrivi anche la domenica missionaria. Ci saranno dunque le lettere dei missionari sul sito, la vendita dei fiori sui sagrati, il richiamo nelle omelie, l’Arcivescovo farà la sua veglia, ormai in unione con i giovani che gli portano la regola di vita per vedere di riempiere il Duomo… tutto regolare! Insomma, direbbe Qoelet: “Niente di nuovo sotto il sole!”. Se partiamo così abbiamo già ammazzato la giornata missionaria, facendone una giornata per qualche vecchietto sensibile e, per il resto, una domenica come le altre! Può essere solo così? Al di là delle iniziative che comunque ripeteremo, ci limitiamo a questo?

Questione di identità
Anche a questo proposito direi che è una questione di identità. Il cristiano è missionario in sé. Il cristiano è per sua natura una persona missionaria, cioè uno che è aperto agli altri per una naturale predisposizione di fede, uno che comunica la sua fede, uno che si fa carico anche delle necessità di fratelli lontani, uno che non si dà pace solo perché c’è qualcuno che è partito per terre lontane… Perché il cristiano sa benissimo che si può essere missionari a casa propria, senza fare scelte di chissà quale impegno, per comunicare la fede in un mondo che cristiano non è.
Per noi
Propongo qualche applicazione che spero utile.
- Abbiamo sempre un grosso numero di bambini che si iscrivono al catechismo… le loro famiglie non hanno nessuna relazione con la fede e con la comunità. Come siamo missionari verso di loro? Come li aiutiamo a capire che la fede non è un “bollino” che serve per “fare” la prima Comunione o la Cresima, ma è un modo di vivere, un incontro vivo con Cristo e con la sua comunità?
- Abbiamo visto le devastazioni di Milano. Tutti siamo mossi a considerare che questo non può essere il modo di vivere di preadolescenti e adolescenti. Dopo le parole di indignazione per come è stata trattata la città, tra l’altro in piazza Duomo proprio nella festa del Duomo, cosa facciamo? Come siamo missionari verso i nostri ragazzi di questa età che non faranno cose così eclatanti e così riprovevoli, ma che pure mostrano segni di fragilità e di disagio?
- Il carisma missionario “ad gentes”, cioè di persone che si consacrano alla vita missionaria, in altri continenti e in altri luoghi, come si inserisce nella proposta di vita per i nostri giovani? Sia che sia sul versante della consacrazione che su quello laicale, abbiamo il dovere di educare ad un’apertura universale.
Sono solo tre esempi che ci aiutano anche a comprendere il messaggio che Papa Leone ha voluto donare alla Chiesa universale che ha celebrato la domenica missionaria nello scorso fine settimana.
Proviamo a pensarci insieme, perché alcune istanze della nostra fede si sostengono con l’aiuto di tutti, alcuni problemi si illuminano con il parere di tutti.
Il Vostro Parroco,