2a Domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore
Nella fase dell’inizio
Ormai credo davvero che siamo per lo più a casa, salvo qualche spostamento dell’ultimo minuto! Spero tutti siamo pronti per riprendere con spirito di fede le diverse attività che ripartono.

Un principio di responsabilità
Tutte e tre le Scritture di oggi insistono molto su quello che potremmo definire il “principio di responsabilità”. Intendo dire che le Scritture di oggi hanno mostrato prima ad Israele e poi al popolo cristiano che avere fede è e deve essere anche un principio di responsabilità. Il dono di Dio chiede la libertà dell’uomo. Il dono unilaterale di Dio, come è l’inizio della fede, chiede però che ci sia una corrispondenza da parte di chi lo riceve. Altrimenti capita come quando un papà invita i suoi due figli a lavorare insieme, nella propria vigna, ma uno solo ci va. Tra l’altro non quello che si era dichiarato disponibile da subito, ma l’altro. Oppure capita come quando un nobile padrone affida la sua vigna ai contadini per trarne poi i frutti, ma deve giungere alla conclusione che questi, in vario modo, hanno ampiamente tradito le sue attese. Esempi pratici, con i quali la Scrittura ci richiama, appunto, alla responsabilità nel cammino di fede. Responsabilità che deve essere fruttifera. Il frutto si chiama attenzione all’uomo, il frutto si chiama attenzione al povero, il frutto si chiama adesione alla volontà di Dio. Ecco cosa si aspetta Dio da tutti coloro che dicono di credergli. Salvo, poi, dimostrare il contrario nei fatti.
Le relazioni
Alla luce della lettera per il cammino dell’anno pastorale che, ufficialmente, inizia proprio domani, possiamo riprendere il tema già annunciato per quest’anno sulla cura delle relazioni. Se è vero che la fede chiede un principio di responsabilità, possiamo applicare in due direzioni tale principio.
La relazione con Dio, che significa il cammino di fede propriamente detto, cioè la vita interiore, la preghiera, la partecipazione alla formazione, sono da vivere con responsabilità. Alla vigilia della partenza delle diverse proposte che la comunità è in grado di fare, come risponderemo? A quale appello alla preghiera daremo l’assenso, a quale formazione parteciperemo, a quale incontro non diremo no? Sono tutte cose che ciascuno di noi dovrà decidere personalmente.
L’altra direzione è quella dell’attenzione alle relazioni umane, che richiama ciascuno di noi a considerarsi membro vivo di una comunità. Come vivremo la partecipazione a costruire qualcosa di bello insieme? Certo, poi c’è anche l’orizzonte della carità: cosa faremo noi per primi per l’altro, per il povero, per il bisognoso?
Alcune proposte
Proprio per questo, incomincio a richiamare alcune proposte per l’anno pastorale che inizia. Anzitutto oggi viviamo la festa della Villa e salutiamo don Antonio che lascia la nostra comunità per assumere l’incarico di cappellano presso la RSA Molina di Varese. Poi iniziamo a guardare alla festa di San Maurizio, che più di tutte manifesta il bello di trovarci insieme, dal momento che vengono anche tolte le Messe centrali della giornata per celebrare, insieme, il mistero di Cristo. Poi la festa dell’oratorio. Sono occasioni che stiamo preparando per dire che è bello trovarsi insieme ma anche che è utile che ci troviamo insieme, è doveroso che impariamo sempre più cosa significa camminare insieme.
Per questo richiamo già tutti fin d’ora a tenere l’attenzione su appuntamenti anche belli da vivere come momenti di festa, per sperimentare sempre più la bellezza e la profondità delle relazioni umane che nascono nella Chiesa. Ci sarai anche tu?
Il Vostro Parroco,