3a di Quaresima: di Abramo
La Quaresima
Ricordo che, secondo il programma, cercherò di dare qualche pensiero sul tema della speranza, tema madre del Giubileo, con diverse declinazioni:
- 3a settimana di Quaresima: la speranza trae forza da una comunità
- 4a settimana di Quaresima: la speranza sostiene nella malattia
- 5a settimana di Quaresima: la speranza guarda oltre la morte
- Settimana santa: Cristo nostra speranza
Auguro a tutti un profondo proseguimento del cammino personale e comunitario.

La speranza trae forza da una comunità
I Vangeli di Quaresima sono stati scelti non solo con una loro progressione, ma anche con un preciso intento di riflessione che permetta ai fedeli di vivere una continuità di pensiero. Così, dopo la meditazione sulle relazioni, vorrei che ci aprissimo ad una meditazione più seria sulla comunità. Il Vangelo ci presenta, in effetti, i figli del popolo di Israele che polemizzano con il Signore, come una vera comunità. Forse anche monolitica, forse anche impermeabile, ma, certamente, comunità molto forte. In effetti tutta la Scrittura non ci presenta mai la fede come un puro fatto personale. Se è vero che la fede è una relazione di ogni singola anima con Dio, è altrettanto vero che la fede non è mai intimistica, “personalistica”, chiusa dentro l’intimità che diventa intimismo. La fede è sempre di popolo, anche nel Primo Testamento. La fede è la mozione del cuore che si apre a Dio, ma è anche il cammino di popolo che nutre il cammino personale. Non esiste relazione con Dio che non sia anche relazione con i fratelli di fede. Non esiste possibilità di vivere la fede che non sia anche relazione di un popolo che, insieme, si rivolge a Dio.
Per noi in Quaresima
Mi pare che noi tutti viviamo la fede più che altro come un fatto personale, intellettuale, privato. Sembra quasi che, oggi, non si possa parlare più di tanto di fede, perché ciascuno ha il suo modo di credere e di viverla. Sembra quasi che la fede di un popolo sia una cosa dei tempi passati. Certo tutti riconosciamo che ci sono forme comunitarie per vivere la fede, prima di tutte la S. Messa, ma essa rimane un puro fatto liturgico che sconfina presto nel privato. La fede non è questo. La fede è cammino di popolo che si confronta, si sostiene, si aspetta. I cristiani sono chiamati a fare questo l’un con l’altro. Una fede cristiana propriamente e autenticamente detta è la fede non solo di chi va a Messa insieme, ma di chi si confronta con l’altro, di chi si sostiene vicendevolmente per quello che è possibile fare, con le luci che ciascuno sa attingere dal mistero di Dio. La fede cristiana non è per chi è continuamente ripiegato su sé stesso, e nemmeno per chi fa della fede un fatto personale, privato, intimo. La fede è sempre per chi vuole vivere in comunione. Dalla comunione eucaristica discende anche quella comunione di uomini che tutti siamo chiamati non solo a vivere, ma anche a rinnovare.
Così vorrei che la settimana entrante fosse per tutti un invito a gustare qualche dimensione comunitaria. Ne proponiamo tante e ne viviamo tante diverse. Ciascuno potrà scegliere quella più urgente per sé. Invito tutti a questa forma di conversione singolare: convertiamoci alla comunità, a valorizzare la comunità, a sentirci amati da una comunità che, con tutti i suoi difetti, cerca di servire il Signore.
Forse fare una scelta di preghiera comunitaria per sostenere il cammino di tutti porterebbe più giovamenti di chissà quale atto privato!
Il Vostro Parroco,