3a di Avvento: le profezie adempiute. La speranza passa dai testimoni.
Un Avvento all’insegna della speranza
Prosegue il cammino di Avvento che giunge già alla metà del ciclo domenicale. In questa terza domenica, dal titolo “Le profezie adempiute”, siamo tutti invitati a riflettere sul rapporto strettissimo tra la speranza e i testimoni della speranza.

Giovanni il Battista: il testimone.
Il Vangelo di oggi è un incontro continuo con testimoni della speranza. Il Testimone per eccellenza è Gesù. La sua testimonianza alla speranza, che diventa un invito a credere, è data dai numerosi miracoli che egli compie. Ai discepoli di Giovanni, che sono andati appositamente da Lui per una domanda precisa sul suo essere il Messia, il Signore non risponde a parole, ma compiendo gesti. Gesti, ovvero miracoli. Sono questi miracoli che accendono la speranza nel cuore di coloro che sono presenti a quegli eventi. Il secondo testimone di speranza è proprio Giovanni il Battista. Tutta la sua vita si è consumata nel deserto, per annunciare l’arrivo del Messia. La sua è stata tutta una vita dedicata alla testimonianza della Speranza che è il Cristo stesso. La sua autorità, l’autorevolezza della sua parola rimangono di esempio per tutti. Il terzo testimone della speranza è un soggetto collettivo: sono proprio i discepoli di Giovanni che, rinfrancati dall’esempio del Precursore e resi certi dalla parola e dai gesti di Gesù, diventano, a loro volta, testimoni della speranza per tutti coloro che incontrano.
Per noi
Nel nostro cammino di vita abbiamo certamente incontrato testimoni di speranza. Anche noi siamo cresciuti alla scuola della fede, nel solco di grandi santi che sono stati veri, autentici maestri di speranza. Penso a Madre Teresa di Calcutta, che tanti di noi hanno potuto vedere all’opera. Il suo servizio, il suo lavoro tra le genti povere e malate dell’India è stato un servizio compiuto proprio nel nome della speranza. Ancor più voglio pensare a San Giovanni Paolo II che molti di noi hanno visto, ascoltato, amato, qualche volta magari anche incontrato, in uno dei suoi numerosissimi appuntamenti pastorali. Anche San Giovanni Paolo II è stato un maestro egregio di speranza. Le sue parole e i suoi gesti sono stati davvero occasione per farci prendere, per lasciarci coinvolgere in una speranza sempre più forte, sempre più radicata in Cristo.
Credo anche, però, che accanto a maestri così autorevoli di speranza (l’elenco potrebbe continuare a lungo), tutti abbiamo anche incontrato “piccoli” ma non insignificanti testimoni di speranza. Un nostro parente, un “vecchio” delle nostre famiglie; un amico che ha avuto qualche particolare esperienza di vita; qualche suora, qualche sacerdote che ha curato la nostra formazione; un educatore dell’oratorio con cui abbiamo condiviso anni e iniziative della giovinezza… Quanti piccoli testimoni di speranza hanno agito sulla nostra coscienza! Così credo che oggi sia dolce e bello ricordarci di loro. Intanto per un motivo di gratitudine: ringraziamo coloro che hanno seminato speranza nei nostri cuori. Poi, in aggiunta, per raccogliere un invito: sii anche tu testimone di speranza. Come altri sono stati testimoni di speranza per te, cerca anche tu di esserlo per altri! Credo che non ci sia cosa migliore di questa nel tempo in cui stiamo vivendo: cerchiamo tutti, proprio in forza del cammino di fede che stiamo facendo, di essere piccoli testimoni di speranza. Con le parole, con i gesti, con la vita. Si può essere testimoni di speranza in molti modi. Anche questo potrebbe essere un impegno da vivere nel prossimo Giubileo. Conquistati dalla speranza che è Cristo, diffondiamo speranza nel cuore delle persone con le quali siamo chiamati a vivere!
Il Vostro Parroco,