II dopo il martirio
Un anno sulla speranza
Come credo sappiamo, il prossimo anno sarà un anno giubilare, come avviene, in forma ordinaria, ogni 25 anni. Il Papa ci ha chiesto di riflettere sul tema della speranza e, come vedete, molte attività di questo anno pastorale saranno su questo tema. Il cuore saranno gli esercizi spirituali che ci porteranno alla festa della Madonna del Rosario, nella prima settimana di ottobre. Ma anche nelle scritture di oggi ci danno qualche indicazione importante in merito.

Conservare la libertà e la speranza
“E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.”. è la frase che conclude l’epistola, la seconda lettura, di oggi. Conservare la libertà e la speranza per essere casa di Dio. Cosa vuol dire l’autore sacro con queste parole? Cosa vuole trasmetterci?
Anzitutto ci ricorda l’importanza di essere casa di Dio, casa per Dio. Ognuno di noi, con il battesimo, è diventato un’anima casa per Dio, casa di Dio. È l’origine della nostra fede ma anche l’origine della nostra vocazione.
È proprio nel battesimo che inizia il nostro cammino di libertà. Noi siamo fatti per avere un itinerario spirituale, un itinerario di fede che, progressivamente, ci faccia conoscere la rivelazione di Dio per noi e il nostro essere nel cuore di Dio da sempre.
In questo senso noi ci prepariamo anche ad esercitare la virtù della speranza, che è quella virtù che, nel tempo della nostra vita, deve costantemente sospingerci verso la vita eterna, vero esito del cammino di libertà iniziato con il battesimo.
Per noi
Credo che ci sia un’indicazione profondissima e vera per ciascuno di noi. Noi siamo chiamati ad essere “casa per Dio”, vivendo fino in fondo il nostro Battesimo, cioè la nostra fede. Fede che è sempre un cammino di libertà, esercitando la speranza che deve sospingere ciascuno di noi verso la vita eterna. Vorrei che tutti ci chiedessimo: il mio cammino di fede è questo? È un esercizio della libertà perché, nella memoria del mio battesimo, io sia sostenuto e sospinto verso l’incontro con Dio, realtà nella quale spero? Forse, dobbiamo ammetterlo per noi il battesimo è un “evento”; la libertà corrisponde al non avere troppi limiti o ostacoli contrari al nostro desiderio; la speranza non è quasi mai considerata, se non per cose assai concrete che, spesso, sono frutto di impegno o di cose che capitano.
Una proposta
All’inizio dell’anno pastorale, vorrei proporvi di vivere, invece, quest’anno, un cammino di fede così, un cammino di fede intenso che ci apra alla speranza in Dio, alla speranza nelal vita eterna. Il cuore di questo cammino è sempre quell’incontro personale che è la Messa. Invito voi tutti, che venite a Messa almeno la domenica, a scegliervi un Messa infrasettimanale nella quale rinnovare l’incontro con Cristo. Tra gli orari consueti segnalo agli adolescenti, ai giovani, agli adulti, la possibilità della Messa del Mercoledì alle ore 20.45, orario magari più consono a chi studia o lavora.
Una novità
Per andare incontro alle esigenze di tutti, dal momento che non ci sono più tra noi le Madri Canossiane, abbiamo pensato di celebrare in comunità una S. Messa feriale (da lunedì a venerdì) al mattino presto. Questa S. messa sarà celebrata in cappella dell’oratorio San Giulio, dove c’è parcheggio, alle ore 06.40 e terminerà entro le ore 07.00. Sarà una Messa molto semplice, pensata per chi deve poi spostarsi per motivi di studio o di lavoro. È una proposta “ad experimentum”, ovvero che terremo da lunedì 09/09, giorno in cui inizia l’anno pastorale fino a Natale, riverificandone, poi, l’opportunità.
Il Vostro Parroco,