I dopo il martirio
Nel nuovo anno pastorale
Con oggi, credo, la maggior parte di noi tornerà a casa, salvo chi fa le ferie a settembre! Per la maggior parte di noi, però, il 1° settembre coincide con la ripresa delle attività. Se non proprio a livello formale, di agenda, almeno di intenzione. Così penso ai ragazzi che iniziano il conto alla rovescia per la scuola; alle catechiste che programmano già e si preparano con la 4 giorni catechiste al loro anno educativo; penso agli allenatori che riprendono con domani le attività (chi proprio non ha potuto farne a meno ha già iniziato a far correre i suoi ragazzi!); penso a chi sta riprendendo il lavoro; penso ai nonni che domandano, non senza timori, ai propri figli quali siano gli impegni che li attendono come persone di riferimento dei nipoti, compreso servizio taxi, ristorante e, nei casi “all inclusive” anche gestione di catechismi, impegni sportivi… Insomma, è un po’ per tutti la ripresa. Anche per noi preti che, rientrati dagli impegni estivi e da qualche giorno di vacanza, programmiamo, iniziamo a radunare, progettiamo il prossimo anno pastorale.

Basta!
“Basta! L’amore che salva e il male insopportabile”: è il titolo che il nostro Arcivescovo ha scelto per la lettera pastorale di quest’anno. Il riferimento è anzitutto all’anno del Giubileo, che inizierà il prossimo Natale. Il Giubileo, nella mentalità biblica, è richiamo al riposo anche della terra, non solo degli uomini. Riposo che non significa ozio, o lasciare spazio al vuoto. Riposo che è ritrovo della giusta dimensione di ogni cosa in Dio. Per questo il Giubileo è, più che mai, incontro con l’amore che salva. Per questo il Giubileo è riflessione sul male insopportabile, in primis la guerra. Avremo occasione per riflettere su questa lettera, semplice, corta, ma intensa. Il Consiglio Pastorale lo farà, insieme a tutta la comunità educante e insieme a tutti gli operatori parrocchiali, il prossimo 21 settembre, visitando l’abbazia di Morimondo, per una giornata di spiritualità, formazione, comunità. Iniziamo a capire anche noi che iniziare un anno pastorale così diverso dagli altri, proprio a causa del Giubileo, significa non ributtarsi a capofitto nelle opere, ma dare senso a ciò che si fa in vista di un incontro con il mistero di Dio che sia sempre più profondo, vero, fruttuoso.
Per cominciare
Così, per cominciare, vorrei che le attività più importanti del mese di settembre fossero un’occasione per immetterci in un anno di “riposo dello Spirito in Dio”, diventando “pellegrini di speranza” come avremo più volte occasione di riflettere, nel corso di quest’anno giubilare che prepareremo molto concretamente in questi mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, prima che il Santo Padre, con l’apertura della Porta Santa, dia l’avvio ufficialmente a questo anno di grazia speciale. Troverete a pagina 2 alcune proposte e alcuni richiami, alcuni già con largo anticipo, perché tutti possiamo imparare a dare corpo alla speranza che è già in noi e che quest’anno dovrà essere approfondita, incrementata, irrobustita. Troverete poi anche, soprattutto a partire da domenica prossima, alcuni riferimenti fondamentali alle attività formative di quest’anno per tutti gli adulti. Credo che, preparandosi un anno così particolare, tutti dobbiamo metterci in moto interiormente, per dare ragione della speranza che è in noi, come ci dice l’apostolo Pietro nella sua lettera. Carissimi, vorrei che quest’anno iniziasse davvero, per tutti, con grande grinta e slancio. Lo chiedo, però, soprattutto ai genitori dei ragazzi del catechismo. Poiché non credo che siano in molti ad essere presenti, chiedo a voi nonni, a voi amici presenti oggi a Messa, di farvi promotori di questa mia richiesta o magari di prendere questo notiziario e di consegnarlo loro. Una comunità, infatti, cresce quando è alimentata quotidianamente da piccoli gesti di amore.
Il Vostro Parroco,