Battesimo del Signore
Alla ripresa di un cammino
Abbiamo celebrato con gioia il Natale e le feste ad esso collegate. Con la solennità di ieri, l’Epifania del Signore, abbiamo dato inizio ad una serie di manifestazioni del Signore, di cui il battesimo è la prima.

Il figlio prediletto
La scena centrale del vangelo è tutta dedicata alla voce che si ode dal cielo: “Tu sei il mio Figlio prediletto, in te ho posto il mio compiacimento”, espressione con la quale l’evangelista chiama tutti a volgere il proprio sguardo sul Signore che rivela il volto misericordioso del Padre.
In questo modo comprendiamo anche ciò che il profeta diceva nella prima lettura rivolgendo l’invito di Dio a tutti gli uomini di buona volontà: “Cercate il Signore mentre si fa trovare, invocate Dio mentre è vicino”. Noi siamo esattamente in questo tempo: il tempo in cui Dio si fa vicino, il tempo nel quale Dio parla a noi tutti e ci richiama alla verità dell’esistenza.
Comprendiamo così anche l’invito dell’apostolo nell’epistola: in Gesù Cristo noi siamo stati resi figli di Dio e, quindi, a lui vicini.
Alcuni segni
Mentre vi scrivo queste piccole meditazioni sto ripensando alla “Status animarum” dell’ultimo dell’anno che molti di voi hanno ascoltato. È il momento – lo dico per chi non lo avesse mai ascoltato – in cui il Parroco dice come è andato l’anno in quanto alla celebrazione dei più importanti sacramenti. Lo scorso anno il Battesimo è stato celebrato solo per 91 bambini. Pochi, pochissimi. È la prima volta, tra l’altro, che scendiamo sotto la soglia dei 100, che non è solo una soglia numerica ma anche psicologica.
Più ancora sto pensando ai cammini cristiani. C’è grande attenzione al catechismo, ma, se voglio essere “di manica larga”, non più del 30% delle famiglie che si avvale della catechesi viene, poi, abitualmente a Messa la domenica. Credo che anche questo sia un indice da non tenere in sottordine. Che cristiani siamo? Che cristiani vogliamo essere? Credo che si imponga una riflessione che è sotto gli occhi di tutti: stiamo andando verso un tempo di fede diverso da quello da cui proveniamo. Soprattutto stiamo andando in un tempo di fede “fai da te” dove uno si sceglie i contenuti che vuole. Oppure una fede delle occasioni, “on demand” per usare un linguaggio un po’ più moderno.
La festa del Battesimo del Signore ci ricorda, invece, che seguire il Signore non è una realtà da vivere “part-time”, ma è una realtà totalizzante per la vita. Seguire il Signore è una realtà che non coinvolge solamente le emozioni o qualche aspetto minore dell’esistenza, ma tutta la vita. Se noi siamo stati resi vicini a Dio, se noi comprendiamo che questo è il tempo propizio per incontrare il Signore, se comprendiamo che il Signore è il Figlio prediletto di Dio che ci rivela il volto misericordioso del Padre, allora comprenderemo perché siamo invitati a prendere sul serio il nostro Battesimo. E comprenderemo anche che trasmettere la fede è un impegno che riguarda tutti noi, chiamati a manifestare la gioia del credere, la speranza che è depositata nei nostri cuori, la fiducia che deve trasparire dai nostri comportamenti e dalle nostre azioni.
Iniziando questo tempo che ci porterà fino all’inizio della Quaresima, seguendo le diverse manifestazioni che il Vangelo ci donerà domenica dopo domenica, impegniamoci tutti per recuperare il senso del nostro Battesimo, primo dono di Dio alla nostra vita, richiamo a vivere la fede con impegno e interiore dedizione.
Il Vostro Parroco,