1a Domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore
Dalla proposta pastorale dell’Arcivescovo
Pochi momenti dopo che Lucia s’era addormentata, ecco che, stando così immoto a sedere, sentì arrivarsi all’orecchio come un’onda di suono non bene espresso, ma che pure aveva non so che d’allegro. Si pose in ascolto, e riconobbe uno scampanare a festa lontano; e più stando, intese pur l’eco del monte, che ad ora ad ora ripeteva languidamente il concento, e si confondeva con esso. Di lì a poco, ode un altro scampanìo più vicino, pure a festa; poi un altro.
– Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro? Che buon tempo hanno?
Balzò da quel covile di spini; e vestitosi in fretta a mezzo, andò ad aprire le imposte d’una finestra, e guardò. Le montagne erano mezzo velate di nebbia; il cielo piuttosto che nuvoloso, era tutto una nuvola cenerognola; ma, al chiarore, che pure andava a poco a poco crescendo, si discerneva nella via in fondo alla valle gente che passava sollecitamente, altra che usciva delle porte e s’avviava, tutti dalla stessa banda, verso lo sbocco, a destra del castello; e si poteva pur distinguere l’abito e il contegno festivo dei viandanti.
– Che diavolo hanno costoro? Che c’è d’allegro in questo maladetto paese? Dove va tutta questa canaglia?
(I Promessi Sposi, XXI)

Che allegria c’è? Di cosa godono tutti costoro?…
Il Vescovo, anche quest’anno, ha scritto la consueta lettera pastorale. Ci pone, con questa introduzione tratta dai Promessi Sposi, una domanda che vale anche per noi: siamo contenti di essere cristiani? Siamo contenti di avere incontrato il Signore? Siamo contenti di ripetere questo incontro in ogni celebrazione? Siamo contenti di stare insieme nel nome del Signore? Credo che la risposta a tutte queste domande non debba venire oggi. Ci sarà tutto l’anno pastorale per rispondere a ciascuna di queste domande sulle quali ho intenzione di tornare spesso.
L’identità del cristiano
Vorrei poi aggiungere a ciò che propone l’Arcivescovo la declinazione del tema per la nostra comunità. Dopo aver riflettuto molto sul tema delle relazioni, che, come ci viene chiesto, continuerà anche quest’anno, cercheremo anche di riflettere sull’identità del cristiano. Chi è il cristiano oggi? Perché il cristiano, oggi, gioisce? Lascio la domanda sullo sfondo mentre vi indico già alcune date che ci possono aiutare a capire perché gioire.
In festa
Quest’anno è del tutto particolare e la ripresa dopo l’estate è già ricchissima di date e di eventi. Spero di vedere la comunità che si raduna e che sa riunirsi per gioire insieme:
- domenica 6 settembre, nel contesto della “festa della Villa”, alla S. Messa delle ore 18.00 con la piccola processione in onore di San Bernardo. Sarà presente S. Ecc. Mons Mario Delpini, Arcivescovo, che presiederà la celebrazione.
- da venerdì 18 a martedì 22 festa di San Maurizio con il programma che sarà pubblicato settimana prossima;
- domenica 20 settembre, nel contesto della festa di San Maurizio, la S. Messa solenne delle ore 11.15 in San Giulio sarà dedicata agli anniversari di matrimonio, come da avviso a pag. 4;
- martedì 22 settembre, sempre per la festività di San Maurizio, alle ore 10.00 in San Giulio S. Messa di inizio catechismo con tutti i ragazzi delle scuole e benedizione delle cartelle;
- domenica 27 settembre la festa dell’oratorio che quest’anno sarà a San Giulio;
- dal 4 all’ 11 ottobre la settimana della Madonna del Rosario, con il ricco programma spirituale che dà il via a tutto il resto delle proposte.
Il Vostro Parroco,