11a dopo Pentecoste
Uno sguardo sul tempo liturgico
Siamo, ormai, nel cuore dell’estate. Soprattutto sentiamo l’avvicinarsi della festa dell’Assunta, o, come diciamo più comunemente, del “ferragosto”. Sono giorni per molti di ferie e noi, però, non vogliamo lasciar mancare anche in questi giorni estivi qualche richiamo spirituale per vivere bene questa festa. Naturalmente a partire dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato oggi.

Elogio della debolezza
Se guardiamo bene le Scritture vediamo che ci sono presentati due uomini deboli. Elia, il profeta “di fuoco”, un uomo di grandissima fede e di fortissimo attaccamento al suo popolo che, tuttavia, non ha visto risparmiare nel suo ministero giorni difficili, giorni di debolezza, giorni di difficoltà. Sono stati i giorni in cui Elia si è rivolto a Dio con maggior fervore e con maggiore intensità, ingaggiando quasi una vera e propria lotta con Dio, per sentirlo vicino mentre portava al popolo di Israele la Sua parola.
Poi Paolo, un apostolo, uno di quelli scelti dal Signore. Un uomo dotato di forza e di energia sovraumana, eppure anche lui spesso in crisi, spesso debole, spesso chiamato ad un compito per il quale ha avvertito tutta la sproporzione. Dio ha permesso a Paolo esperienze spirituali di profondità inaudita, proprio perché potesse poi confermare i fratelli nel loro cammino e nella loro ricerca di Dio.
Sono uomini che, al pari di molti altri, hanno lasciato agire lo Spirito di Dio che, in loro, ha trovato terreno molto fertile, esattamente come abbiamo ascoltato nel Vangelo che ci ha ricordato, ancora una volta, che chi si fida di Dio vive lasciando che sia Lui ad agire nella propria vita.
Per noi
Anche noi viviamo momenti di debolezza grandi.
Forse per motivi personali, legati al carattere, alla formazione, alle cose della vita, alla salute. I motivi possono essere molteplici.
Forse, in questi giorni, anche complice il gran caldo, sentiamo la debolezza legata alla malavoglia, alla pigrizia che coglie tutti, alla stanchezza di fare qualsiasi cosa. Anche di pregare! Sono questi, infatti, giorni di grave difficoltà anche da questo punto di vista, perché, come molti dicono, non viene voglia di far niente! Cosa fare allora? Credo che le Scritture ci abbiano parlato molto chiaro: abbandoniamoci alla fedeltà di Dio. Possiamo invocare lo Spirito perché ci aiuti a recuperare qualche forza. Affidiamoci alla presenza di Maria, che diviene modello per tutti noi. Lei si è affidata alla Parola del Salvatore ed ha fatto costantemente la Sua volontà, ci aiuterà a comprendere in quale direzione camminare. Non solo come singoli, ma anche come comunità cristiana.
Credo che i prossimi giorni debbano vederci uniti in preghiera per questo motivo. A Maria, che viene assunta in cielo in anima e corpo, affidiamo noi stessi e tutta la Chiesa, perché possiamo ottenere quella luce dello Spirito che guida il cuore di tutti i credenti.
Il Vostro Parroco,