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8a dopo Pentecoste

Uno sguardo sul tempo liturgico

Entriamo, ormai, nella seconda metà del mese di luglio e ci avviciniamo alla festa di Sant’Anna. Per noi cassanesi diventa bello ricordare il luogo che i nostri padri, dopo altre denominazioni, hanno dedicato alla mamma della Vergine Maria. Credo sia un tributo di affetto che non possiamo non considerare. Anche se è più un fatto devozionale che di fede, noi tutti siamo chiamati a riconoscere che la famiglia di Gesù diventa importante anche per noi. Qualche anno fa papa Francesco aveva indicato questa data proprio come la ricorrenza della festa dei nonni. Certo sappiamo che non è una data felice, anche per le altre feste in concorrenza con questa: il 2 ottobre, giorno dell’Angelo custode ma da molti vissuto proprio nel ricordo dei nonni; il 2 febbraio, giorno della Presentazione del Signore, a motivo del ricordo di Anna e Simeone che, secondo la tradizione, sono due vegliardi. Quest’anno, per il fatto che abbiamo spostato la S. Messa alle ore 20.30 non convochiamo i nonni, ci sembra poco appetibile come orario. Vorrei però segnalare a tutti la S. Messa che, come ogni domenica dell’estate, celebriamo alle ore 20.30. Potrebbe anche essere un’occasione di lode a Dio proprio attraverso i genitori della Vergine Santa.

“È il Signore…”

A livello spirituale voglio, invece, segnalarvi la frase con la quale si conclude la prima lettura, il racconto della vocazione di Samuele. Il vecchio sacerdote Eli, esperto delle cose di Dio, quando il giovane Samuele confessa il colloquio avuto con Dio nella notte – colloquio che contiene notizie tragiche per la sua famiglia e per l’intero popolo di Israele – professa queste parole: “È il Signore, faccia ciò che a lui pare bene”. Eli riconosce che tutto quello che avviene ha un senso. Anche quando capita qualcosa di male, qualcosa che sconvolge la vita, tutto ha un senso. È ammirevole la riflessione del vecchio sacerdote, che non dice nulla di male, non se la prende per le cose che capitano, non dice nulla, se non professare una lode per il Signore da cui dipende ogni cosa.

Per noi

Come siamo diversi! Noi che ci lamentiamo un po’ sempre, ma, soprattutto, quando accade qualcosa che non ci piace, o che ci disturba, o che ci mette in crisi. Come siamo diversi noi che giungiamo perfino a prendercela con Dio! Come siamo diversi noi che andiamo alla ricerca dei colpevoli di ogni cosa, di ogni situazione, spesso senza mai mettere in discussione noi stessi. Come siamo diversi noi che pronunciamo ben poche lodi per Dio. Chiediamo, pretendiamo, ci lamentiamo, ma di lodi… veramente poche! Ecco, allora, una domenica nella quale anche noi possiamo dire le stesse parole di Eli e imparare da lui. Per ogni cosa che accade nella vita, nostra, dei nostri cari, del mondo, proviamo a dire: “È il Signore, faccia ciò che a lui pare bene”. È difficile. Lo sappiamo tutti molto bene. Ma credo sia anche necessario imparare a consegnare le cose della vita al Signore, senza chiedere, senza pretendere, senza recriminare. È bene che noi tutti impariamo a consegnare a Dio ogni aspetto dell’esistenza, pronti a riconoscere che in quello che ci accade, così come in quello che accade nel mondo, la mano del Signore è sempre ben presente.

Siamo tutti disposti a professare questa lode di Dio? Proviamo a domandarcelo e proviamo a lasciarci coinvolgere da questa lode che fa bene all’anima. Nostra e degli altri.

Il Vostro Parroco,