7a dopo Pentecoste
Uno sguardo sul tempo liturgico
Siamo ormai nel bel mezzo dell’estate, molti di noi sono già partiti, alcuni stanno già rientrando, altri sono in procinto di partire… la vita estiva è sempre molto varia.
Sono poi attivi i campeggi dell’oratorio che, come ogni anno, sono stati scelti da molte famiglie e ragazzi. L’estate è anche tempo di riposo dello spirito e credo sia bello, sia a casa che in vacanza, tenere almeno la Messa domenicale come punto di riferimento. So che, per molti, non è più così e che, specie quando ci si reca altrove, non ci si preoccupa minimamente di trovare la celebrazione eucaristica. Al di là del precetto, credo sia una bellissima occasione per vedere chiese, santuari, luoghi religiosi di cui la nostra Italia pullula. Poi, frequentando qualche celebrazione, si potrà avere modo di approfittare di una sosta in una chiesa animata diversamente rispetto alla nostra. È un modo per scoprire tradizioni, canti, modi di vivere la fede diversi dal nostro ma, comunque, intensi e belli. È per questo che vi incentivo a fare di tutto per non perdere il rapporto con il Signore e per cercare di avere sempre, nella S. Messa domenicale, un punto di ristoro dell’anima.

Segni sacri
Questo è anche il contenuto della prima lettura di oggi. Abbiamo sentito un ricordo caro alla memoria di Israele. Al tempo di Giosuè, coloro che attraversarono il Giordano vennero invitati dai loro capi tribù a raccogliere dodici pietre levigate dal fiume, da porre in un luogo predisposto, perché fossero memoriale per chi sarebbe venuto dopo quell’ingresso memorabile dei padri nella Terra Santa. Un invito a custodire la memoria, un invito a realizzare delle costruzioni, delle realtà, dei segni, per fare memoria per generazioni di quello che era avvenuto. Guardate la nostra Italia. È piena di edicole, ex voto, cappelle in campagna, in montagna, lungo i fiumi…. Santuari di ogni genere anche nei luoghi più remoti… Tutti nati da qualche segno, da qualche devozione, taluni da miracoli. Perché sono qui questi segni? Per ricordarci di Dio e della fede. Noi, purtroppo, molto spesso non vediamo nemmeno questi segni sacri! O, se li vediamo o addirittura li cerchiamo, è per via di qualche cosa di particolarmente rilevante dal punto di vista artistico. Abbiamo dimenticato la cosa più importante: la fede!
Per noi
Forse vale la pena di rileggere attentamente il Vangelo che ci porta la domanda: “Sono molti o sono pochi quelli che si salvano?”. Credo che molti si domanderanno: ma che domanda è? Cosa ci interessa, adesso, in mezzo a questa calda estate, se si salvano in pochi o in tanti? Credo che la domanda si spenga in moltissimi dei nostri cuori…
Il Vangelo, invece, ci chiede di riaccenderla, di fare in modo che, magari anche attraverso l’incontro con qualche segno sacro, si possa riaccendere l’interesse per la fede. Da questo punto di vista l’estate potrebbe essere davvero un tempo privilegiato. Un tempo privilegiato per un incontro con Dio, per una lettura, per una visita che accende nel cuore le domande forti dell’esistenza…
Vedete, dunque, che il Vangelo non pone una domanda oziosa ma, in fondo, ci chiede una cosa importante. Cosa fai tu per la tua anima? Tu che fai tante cose per il tuo corpo, che lo curi, lo nutri, te ne occupi da molti punti di vista, cosa fai, invece, per la salute e la salvezza della tua anima?
A ciascuno di noi è chiesto di dare risposta…
Proviamo ad occuparci un po’ di più della nostra anima… ristoreremo il cuore e, così, anche il corpo!
Il Vostro Parroco,