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4a dopo Pentecoste

Il tempo dopo Pentecoste

Siamo nel vivo di questo tempo dopo Pentecoste che ci sta facendo rileggere tutta la storia della salvezza. Siamo anche nella settimana della festa di San Pietro, nella quale accoglieremo anche due novelli sacerdoti. Credo che abbiamo molte intenzioni di preghiera ed anche occasioni di riflessione. Questa domenica è anche una bella occasione per rileggere la pagina del “Diluvio Universale”.

Il Diluvio

Forse lo consideriamo una “bella storia”. Forse il nostro ricordo è rimasto a quello del catechismo. Forse non abbiamo mai riletto questa pagina da un punto di vista più profondo. Due sono gli accenti che il testo mette in luce.

In primo luogo c’è un’analisi della malvagità degli uomini. Così il racconto, fuori dal tempo, fuori dalla storia, intende dire che, da sempre e per sempre, gli uomini sono stati, sono e saranno così: poveri e fragili, ma anche malvagi. Gli uomini cercheranno non il bene l’uno dell’altro, ma il male. Gli uomini cercheranno di cadere in qualsiasi peccato senza guardare a Dio. È una constatazione amara ma reale.

In secondo luogo, il racconto intende mettere l’accento sulla bontà e sulla misericordia di Dio che interviene sempre per salvare. Ecco il personaggio: Noè con la sua famiglia. Ecco il racconto dell’arca nella quale entrano tutti gli animali, perché se è vero che tutta la creazione deve essere redenta, è anche vero che tutta la creazione deve essere salvata.

Il racconto dice questo.

Con molta evidenza il Vangelo richiama questa pagina e chiede agli uomini come mai tutti si preoccupino di cose che possono anche essere importanti o attraenti per la vita, ma non ci si occupi della salvezza dell’anima. È una domanda molto seria che è bene tenere nel cuore. Perché, anche noi, di fatto, siamo così.

Per noi

Il ritratto dell’umanità che Gesù fa nel Vangelo è, di fatto, impietoso. Gente che vende, che compra, che va e che viene, che si appassiona a questo o a quest’altro… tutto tranne che di Dio e della salvezza della propria anima! Gente che, pur avendo testimonianza della fede da parte di tanti cuori attenti, non prende in considerazione l’appello alla salvezza. Credo che tutti possiamo vedere in questa immagine la nostra umanità, il nostro tempo, il nostro mondo. Perché siamo così? Perché siamo sordi ai richiami di Dio? La risposta del Vangelo è una sola: perché siamo gente di poca fede. Che cosa differenzia Noè dagli altri? Perché questo protagonista della pagina biblica è diverso da tutti gli uomini del suo tempo? Perché ha fede. Quella fede che viene data a ciascuno di noi attraverso il Battesimo, di cui il diluvio è immagine. Questa domenica è, quindi, un appello alla fede. Un appello a recuperare la fede battesimale a fare in modo che quella fiamma di fede accesa in noi quel giorno, non vada perduta. Chiediamo, insieme, al Signore questa grazia. Chiediamola per intercessione di San Pietro, chiediamola per tutti noi, ma facciamo nostro anche questo appello all’impegno. L’estate sia tempo di pausa, di sosta, di rilassamento, di svago… certo abbiamo bisogno anche di questo. Sia, però, anche tempo di fede, perché di questo abbiamo più che mai bisogno. Sia tempo nel quale, proprio perché c’è un tempo di riposo del corpo, ci possa anche essere un riposo dell’anima. Così comprenderemo come stare al mondo, anche in mezzo ad una generazione che non cerca più il Signore, con l’animo attento, pronto e vigilante di chi attende la sua venuta.

Il Vostro Parroco,