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3a di Pasqua

Vivere il tempo di Pasqua

Forse viviamo il tempo di Pasqua un po’ già nel clima della smobilitazione. Molti guardano solamente i “ponti” che ci possono essere per via delle diverse festività, oppure, nella vita comunitaria, si guarda ai sacramenti della iniziazione cristiana, o al mese di maggio, quasi per vivere gli ultimi appuntamenti prima delle ferie. Credo che siamo un po’ tutti coinvolti in un clima da “fine anno” pastorale! Di per sé non dovrebbe essere così. Ecco i richiami del Vangelo e anche delle altre Scritture che ci chiedono di vivere bene il tempo in onore del Risorto per vivere bene la nostra fede pasquale.

Due richiami

Il Vangelo ci dona due richiami molto forti.

Il primo è al tema del Battesimo. Si parla di Giovanni il Battista, il cui ricordo è legato proprio al Battesimo del Giordano, ma si parla anche del Battesimo che lo stesso Gesù ha amministrato nel medesimo luogo. Un richiamo molto forte alla spiritualità che viene dal Battesimo: apertura a Dio, richiesta di perdono dei peccati sono il cardine fondamentale su cui poggia la spiritualità del Battesimo in questione.

Il secondo richiamo è all’ “Agnello di Dio”, un richiamo forte che mette subito di fronte al mistero pasquale di Gesù, il mistero di colui che dona la vita per poi riprenderla di nuovo. Ovviamente, riletto alla luce della rivelazione che si attua in Cristo, questo richiamo è anche fortemente indirizzato alla Santa Eucarestia, nella quale noi tutti riceviamo l’Agnello che sostiene l’uomo nel suo cammino quotidiano.

Un richiamo per tutti

Sebbene in forma diversa, non più quella del battesimo penitenziale ma quella del Battesimo Sacramento, noi tutti abbiamo ricevuto questo dono. Ovviamente, poi, tutti noi ci troviamo proprio per celebrare la presenza tra noi dell’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e che, nella fattispecie eucaristica, sostiene il cammino di ciascuno di noi. Il richiamo di questo tempo pasquale è tutto indirizzato a farci vivere bene il nostro Battesimo e l’appartenenza eucaristica.

Il Battesimo, grazie al quale siamo divenuti parte della Chiesa e grazie al quale siamo tutti inseriti nel corpo di Cristo. L’Eucarestia, grazie alla quale siamo fortificati per il cammino da compiere nel tempo presente.

I due richiami si fondono insieme e ci dicono che, se vogliamo vivere bene la nostra identità battesimale, abbiamo necessariamente bisogno di vivere con frequenza la nostra appartenenza eucaristica.

È proprio in forza di questi due riferimenti che possiamo partecipare a tutte le vicende personali e comunitarie della nostra storia. Quelle personali: tutto nella nostra vita dipende dal Battesimo che abbiamo ricevuto come primo momento dell’esistenza di fede.

Quella eucaristica: non esiste altro modo per rinnovare continuamente quella grazia battesimale che deve portare frutto in ciascuno di noi.

Chiediamo al Signore questa grazia, lasciando che sia la partecipazione più frequente possibile al Sacramento Eucaristico a rinnovare la coscienza battesimale che opera dentro di noi.

Così richiamo tutti a vivere il più possibile l’Eucarestia. Le possibilità, nella nostra comunità, sono molte. Si potrebbe davvero prendere sul serio l’invito che rivolgo costantemente perché ciascuno abbia almeno una S. Messa infrasettimanale come punto nodale della propria spiritualità.

Lo Spirito del Risorto ci guidi in questa scelta e illumini i passi del nostro cuore.

Il Vostro Parroco,