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4a di Quaresima – del cieco

Un tempo favorevole

Raggiungiamo, con questa domenica, la metà del tempo quaresimale. Ci stanno davanti ancora due settimane di Quaresima propriamente dette, poi avremo la Settimana Santa, cuore di questo itinerario di preparazione alla S. Pasqua.

La domenica del cieco

Come diceva Sant’Agostino, sono così tanti i rimandi di questo Vangelo che un solo giorno non basterebbe per spiegarli tutti! Anche a noi pare proprio che sia così. Quest’anno rileggiamo il testo dal punto di vista delle relazioni. Le relazioni inutili. Cosa ci si guadagna a relazionarsi con un cieco e che relazione ci potrà mai essere con un cieco? Il Vangelo lo dice molto bene. Solo una relazione di pietà, di compassione, quella relazione che, al più, spinge a donare qualcosa, a fare qualche elemosina. I ciechi e i malati in genere non erano ritenuti persone “normali”. Quindi anche la relazione con loro non poteva essere normale. La relazione non si sana nemmeno quando quest’uomo recupera la vista. Come sentiamo nel Vangelo è tutto un susseguirsi di interrogatori, di domande, di coinvolgimento dei genitori, ma tutto è abbastanza scontato. Non c’è nessuna relazione che emerge in modo serio ed autentico. I Giudei, i capi della sinagoga, ritengono “inutili” tutte quelle relazioni. Una perdita di tempo, qualcosa che non serve alla vita. Ecco perché nel Vangelo emerge il clima di ostilità, chiusura, diffidenza e, alla fine, rottura. Una relazione mai nata non si può certo sanare!

Un richiamo per tutti

Anche noi tutti abbiamo delle relazioni che giudichiamo inutili, delle relazioni che sono un po’ una perdita di tempo, delle relazioni da cui non ci aspettiamo poi tanto. Sono magari quegli incontri fuggevoli che ci capita di fare: con un vicino di casa, in un ascensore, in metropolitana, in treno mentre andiamo a lavorare, in palestra, mentre incontriamo qualcuno che porta, come molti di voi, figli e nipoti a scuola, al catechismo, a fare sport, oppure, ancora la cassiera del supermercato, la persona che si conosce e che si incontra al mercato, al cimitero…

Nei nostri luoghi di vita più quotidiani ci si interfaccia con persone che si conoscono, ma con le quali non c’è una vera e propria relazione, forse, appunto, perché giudichiamo “inutile perdere tempo” con quelle persone. Il Vangelo di oggi ci insegna che una relazione, anche quella che parte in maniera più scontata, non è mai inutile. Anzi, occorre cercare sempre di vivere al meglio queste relazioni, perché anche loro possono avere un segreto da custodire, qualcosa da insegnare, un dono da farci. La relazione non è mai inutile se vissuta con cuore sincero. Quando c’è precomprensione, quando c’è maleficenza, quando c’è cattiveria, allora tutto diventa inutile! Ma quando ci si accosta agli altri con cuore buono, tutto può diventare possibile.

Nella vita e nelle comunità

Così è anche nella vita di comunità: chi viene in chiesa, più o meno, sono sempre gli stessi. Ci si conosce un po’ tutti perché ci si vede, ci si incontra in una celebrazione, ad una processione, in oratorio… Eppure, non ci si conosce! Si vive accanto in un rito, in una manifestazione, in una festa. Quante volte la relazione anche in comunità diventa superficiale perché non sappiamo riconoscere, in queste occasioni, una vera e propria chiamata ad approfondire la relazione con l’altro, a stringere qualche legame di vicinanza, di amicizia, di conoscenza un poco più profonda… Basta poco, un caffè condiviso, una stretta di mano non formale allo scambio di pace, una chiacchiera alla fine di un incontro… Nella comunità cristiana siamo troppo attaccati alle nostre relazioni e poco capaci di investire nelle “relazioni inutili”! Proviamo a convertirci! Magari nascerà anche da questo seme qualcosa di buono!

Il Vostro Parroco,