3a di Quaresima – di Abramo
Un tempo favorevole
Dopo l’incontro con le tentazioni e la Samaritana, eccoci alla domenica detta di Abramo.

La domenica di Abramo
Dalla lettura del Vangelo si capisce molto facilmente perché questa domenica prende questo titolo: gli oppositori di Gesù si appellano ad Abramo, padre nella fede di ogni pio israelita. L’appello è solo nominale: essi condividono molto poco della fede di Abramo. Se la fede di Abramo fu relazione diretta con Dio, gusto della ricerca, amore della verità, sopportazione delle difficoltà del cammino, vediamo che chi si oppone a Gesù fa tutt’altro. Gesù ha avuto di fronte a sé uomini assolutamente non interessati al tema della verità, uomini poco disposti a rinnovarsi nella fede, uomini poco disposti a lasciare tradizioni e modi di essere che si erano sedimentati con il tempo. Potremmo dire che sono uomini che non vogliono nemmeno vivere una relazione con Gesù: la loro è solo opposizione. Arroccati sulle loro posizioni non ascoltano e non si smuovono di un passo per comprendere ciò che il Signore intende dire: piuttosto che passare ad una relazione vera ed autentica preferiscono stare in un giro di relazioni ormai logoro, incapace di qualsiasi novità, non desiderosi di dare esito positivo alla relazione che Gesù vorrebbe intrattenere anche con loro.
Il contesto, piuttosto che essere quello della liberazione, diventa quello dell’oppressione. Oppressione che si fa sempre più forte, fino a diventare totale chiusura.
Un richiamo per tutti
Anche noi tutti abbiamo relazioni che possono essere molto simili a quelle di cui ci ha parlato la Scrittura.
Relazioni in cui non si cerca la verità: sono le relazioni poco profonde, le relazioni che non portano a capo di niente, le relazioni che degenerano, le relazioni che diventano opprimenti, le relazioni nelle quali non c’è alcun gusto per qualche passo di rinnovamento. Molto spesso anche noi ci trasciniamo in relazioni di questo genere. Magari qualche volta abbiamo cercato di dare fiato, slancio, ma poi, non essendoci riusciti, abbiamo lasciato che le cose andassero un po’ come devono andare.
Relazioni in cui emerge l’incapacità di lasciarsi provocare dalla posizione dell’altro e ci si arrocca sulla propria posizione. Lo sappiamo molto bene. Lo abbiamo sperimentato più volte anche nella vita di comunità. Forse qualche volta anche noi stessi ci siamo comportati in questo modo, creando situazioni di tensione e di opposizione sterili. Abbiamo difeso tradizioni che, ormai, non avevano più un cuore, solo per partito preso. Ci siamo lasciati andare in parole dure, di chiusura, magari rischiando di perdere anche la relazione con l’altro, solo perché ci siamo arroccati sulle nostre posizioni.
Nella vita e nelle comunità
Questo insegnamento è per noi, è per la nostra vita ma è anche per le comunità che tutti abbiamo il compito di edificare. Ma quante volte, anche tra noi, c’è chi difende posizioni del passato senza guardare avanti.
Per noi
Forse la domanda giusta da porci dovrebbe essere questa: dove voglio andare? Qual è il mio futuro? Guardando alla Chiesa dovremmo tutti chiederci: qual è il futuro della Chiesa? Molte pagine di papa Francesco ci ricordano che non si può essere “indietristi” ma occorre guardare avanti, con la luce e con la forza dello Spirito di Dio, che è sempre amore, pace, benevolenza, Verità. Viviamo così questa terza settimana di Quaresima, tutti protesi a ridare nuovo slancio alle relazioni appesantite dalle tradizioni.
Il Vostro Parroco,