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Penultima dopo l’Epifania – della Divina Clemenza

Ultime domeniche

Come sappiamo il tempo dopo l’Epifania, nelle due ultime settimane, lascia spazio ad una preparazione del tempo di Quaresima. Come dire che, dal momento che la Quaresima è fondamentale per il cammino di fede dei cristiani, occorre un tempo previo di preparazione. Le ultime due domeniche, dette rispettivamente penultima ed ultima, hanno lo stesso tema, ma visto da due angolazioni diverse: la divina clemenza oggi, penultima domenica e il perdono l’ultima domenica, ovvero la prossima.

Una differenza dentro una sostanziale comunanza

Perché due domeniche sullo stesso tema? Perché, in questa comunanza di tema, c’è, però, una differenza di visione. Parlare di clemenza divina significa parlare di attitudine di Dio al perdono; parlare di perdono significa porre l’atteggiamento sulla propensione dell’uomo ad allontanarsi da Dio. Sono due aspetti diversi che meritano due riflessioni diverse. La liturgia di oggi insiste molto sul fatto che Dio sia sempre disposto al perdono. Lo leggiamo in tutte e tre le Scritture che sono state pensate per questo giorno. Scritture che, con il profeta Baruc, ci fanno capire che l’uomo, nel suo cercare continuamente il male, arriva ad un punto di non ritorno. È proprio lì che Dio, con pazienza, aspetta l’uomo. La sua attesa è in ordine alla sua reintegrazione nel bene che Dio non smette mai di compiere. Così come anche San Paolo ci ricorda che ogni insegnamento della fede ci porta a capire quali sono i comportamenti peccaminosi in cui l’uomo può cadere. Ma non può andare oltre. La conoscenza è illuminata ma non la volontà di riemergere dal peccato. Questa, come insegna il Vangelo, nasce solo nell’incontro con Cristo che, sempre disponibile a vivere e a far vivere il perdono del Padre, entra in relazione con tutti i peccatori perché ciascuno abbia la sua giusta dose di misericordia. La divina clemenza non è una teoria, un pensiero, ma sempre una manifestazione concreta per ogni uomo, secondo quello di cui ha bisogno ogni singola storia umana. Come vedremo poi anche la settimana prossima, la relazione di Dio con ogni singola anima è tutta volta a far conoscere il perdono che Dio, nella sua clemenza, concede a ciascuno.

Per noi

Questa domenica è per ciascuno di noi! Questa domenica è per tutti! Perché ci fa capire che Dio è sempre disposto al perdono e alla misericordia. Non esiste genere di peccato che non possa essere perdonato, non esiste storia umana, per quanto uno possa essere lontano da Dio, che non meriti la sua divina clemenza.

In questo anno che, come sappiamo, è tutto dedicato alle relazioni, vorrei davvero che tutti potessimo prendere coscienza di quanto è importante che ciascuno di noi si senta amato da Dio, sostenuto nel proprio cammino di fede, invitato a mettere mano alle concrete dimensioni di peccati che sono in noi perché possiamo trovare non solo pace, ma anche desiderio di mutare la nostra vita.

Forse quello che ci manca è proprio questo: il desiderio di cambiare! Le grandi pagine del Vangelo di Giovanni che riascolteremo in Quaresima ci diranno proprio questo: la relazione con Dio è sempre personale ed è sempre volta a far sì che ciascuno cambi vita nel concreto dei suoi giorni.

Invochiamo già fin d’ora questa benedizione di Dio che rende noi capaci di cambiare vita. Chiediamo al Signore di renderci realmente desiderosi di un cambio di passo in alcuni aspetti della nostra esistenza.

È questo il modo più bello di rendere vitale la relazione con Cristo che dice la serietà del nostro cammino di fede.

Il Vostro Parroco,