Battesimo del Signore
Il ciclo epifanico
Con questa domenica si continua e ci si immerge sempre più nel ciclo epifanico che continua il ciclo natalizio ed è parte del mistero dell’Incarnazione del Signore. Ciclo epifanico, ovvero domeniche nelle quali vedremo le manifestazioni del Signore, rileggendo le più belle pagine del ministero di Gesù. Lasciamo spazio, poi, alla preghiera per la pace, in questo mese dedicato alla pace, e alla preghiera per la famiglia, dal momento che concluderemo questo mese proprio con la festa della Santa Famiglia.

Il Battesimo del Signore
Il Vangelo di oggi ci mostra la pagina della manifestazione iniziale del Signore. È proprio nel Battesimo del Giordano, amministrato da Giovanni il Battista, che per la prima volta si ode la voce del Padre che manifesta l’identità di Gesù: “Questi è mio Figlio”. Da qui in avanti le altre manifestazioni saranno tutte manifestazioni del Figlio di Dio, manifestazioni nelle quali si può vedere l’immagine del Figlio di Dio che entra in relazione con gli uomini. Anche noi vivremo le prossime domeniche cercando questa rilettura nelle diverse manifestazioni salvifiche del Signore.
Anche noi figli
Anche noi abbiamo ricevuto il Battesimo. Forse mettiamo un po’ troppo poco l’accento su questo primo sacramento della vita cristiana che ha fatto di tutti noi dei figli. “Figli nel Figlio”, come la Scrittura ci aiuta a capire. La nostra natura è quella di essere figli di Dio. La nostra identità di fede è quella di essere figli amati da Dio, figli attesi da Dio, figli per i quali il Figlio è venuto, si è incarnato, si è manifestato, si è, infine, consegnato alla sofferenza e alla morte, al fine di rendere sempre più tutti noi figli liberati dal peccato e costituiti nell’amore di Dio. Consideriamo poco questa natura, pensiamo poco a questa realtà, non viviamo sempre in modo da essere figli amati, attesi, sostenuti da quel Padre che non solo ha fatto ogni cosa per noi, ma ha donato a noi suo Figlio.
Per noi
Tante volte, io credo, ci trasformiamo in figli ingrati, immemori dei benefici ricevuti, incapaci di pensare e di considerare ciò che Dio ha riversato su di noi in Cristo.
La mancanza di preghiera, la mancanza di una vita spirituale seria, lo dicono.
La mancanza di una vita buona, onesta, la mancanza di una dimensione di carità significativa, lo attestano.
La mancanza di un’apertura agli altri, la mancanza di una ferma professione di fede che sia luce, richiamo anche per altri, ce lo ricorda. Noi, che pure siamo “figli nel Figlio”, spesso contraddiciamo e non valorizziamo assolutamente l’identità di cui Cristo ci ha reso partecipi.
Ecco il richiamo di questa domenica: non lasciamo che il ciclo delle feste natalizie appena celebrate deturpi in noi questa identità. Non lasciamo che il ciclo della manifestazione del Signore, che abbiamo appena vissuto, vada perduto. Troppo spesso la nostra vita spirituale assomiglia ad un’intermittenza: molto fortemente cerchiamo il Signore nei tempi che erano chiamati “forti” ma subito dopo torniamo ad uno stile rilassato che non ci permette di fare tesoro di quello che abbiamo vissuto. Ci ripenseremo, poi, in Quaresima! Una vita spirituale intermittente non è indice di serietà. Una vita spirituale intermittente dice che la nostra anima lavora “a tratti”! Lasciamoci coinvolgere anche dalle diverse manifestazioni del Signore. Troveremo in esse la forza e la grazia di un cammino che produce i suoi frutti e che ci dona di percepire sempre meglio il segreto della nostra identità.
Il Vostro Parroco,