4a domenica di Avvento: l’ingresso del Messia
Accoglienza e accoglienze
Forse ci stupisce sempre un poco rileggere la pagina evangelica dell’ingresso in Gerusalemme proprio nel bel mezzo dell’Avvento. Siamo tutti persuasi della sua bellezza e dell’utilità di rileggerla in prossimità della Pasqua, ma perché rileggerla anche prima di Natale?
L’Avvento ambrosiano ci ricorda che il tempo in cui ci prepariamo al Natale è tempo di accoglienza del mistero di Dio. Quel mistero che Maria accolse nel suo grembo, quel mistero che molte persone accolsero nel loro cuore durante il ministero di Gesù, quel mistero che venne accolto in Gerusalemme festante pochi giorni prima della sua stessa morte, è il mistero che tutti siamo chiamati ad accogliere.

L’accoglienza del Messia
Nel Vangelo viene ben specificato in che cosa consista l’accoglienza del Messia. Essa è fatta di gesti: andare a prendere il puledro; parlare con chi lo possiede; stendere i mantelli sulla strada; cogliere rami di ulivo e di palma… Gesti che, però, presuppongono l’accoglienza nel cuore. Se quelle persone, e in primis i discepoli, non avessero accolto Gesù nel cuore, questi stessi gesti sarebbero stati insignificanti. Dunque, il Vangelo osa ricordarci che l’accoglienza del Signore passa dal cuore e illumina i gesti.
Per noi
Così deve essere anche per noi. Entriamo nella seconda parte dell’Avvento. Lo sappiamo tutti molto bene, dopo la festa dell’Immacolata si sente molto di più l’atmosfera natalizia; i giorni acquistano uno spessore sempre più indirizzato al Natale; la novena, con i suoi richiami, ci immette dentro quel clima di festa che, in fondo, tutti avvertiamo, anche chi è distante dal Natale religioso. Cosa chiede a noi questa domenica il Vangelo? A noi credenti, questa pagina ricorda il dovere di accogliere il Signore nel cuore. Si accoglie Cristo nel cuore quando si accoglie e si medita la sua Parola. Si accoglie Cristo nel cuore quando si desidera passare del tempo con lui nella preghiera. Si accoglie Cristo nel cuore quando il mistero di Dio diventa il naturale termine di riferimento per molte cose della vita. Si accoglie Cristo nel cuore quando si lascia che la fede imprima un modo di pensare, di vedere le cose, di ragionare, di giudicare il tempo e quello che capita alla luce di tutti i valori che derivano dal Vangelo. Questa accoglienza nel cuore si traduce poi in gesti di prossimità e di vicinanza. L’ascolto sincero delle persone e dei loro problemi, il tentativo di fare qualcosa per loro, il mettersi in gioco per fare qualcosa di concreto per i bisognosi… tutte le fantasie che popolano il grosso ambito della carità sono espressioni che nascono dall’avere accolto Gesù nel cuore. Questa settimana di Avvento sia dedicata a ciò. Questa settimana di Avvento sia dedicata ad una maggiore spiritualità.
Ci aiuti la Vergine Santa, che domani onoriamo nella festa dell’Immacolata, ad accogliere Colui che ella accolse nel suo grembo. Il silenzio di Maria ci contagi e ci permetta di assimilare quella Parola che nutre, cura, istruisce, sprona la nostra coscienza.
Colmi poi della grazia che ci deriverà da questa accoglienza spirituale, decidiamo anche qualche gesto di prossimità per le prossime settimane di Avvento. Consiglio a tutti di andare a rivedere qualche relazione, dal momento che quest’anno, come abbiamo detto, vogliamo meditare su questo tema. Così che il Natale trovi tutti noi pronti, svegli e desti per vivere relazioni più sincere e vere anche in un tempo come il nostro. L’Emmanuele, Dio che pone la sua tenda in mezzo a noi, ci aiuti a porre attenzione alla vita degli altri.
Il Vostro Parroco,