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3a domenica di Avvento: le profezie adempiute

Una preoccupazione

Generalmente, quando parlo di futuro, vedo molta preoccupazione nelle persone.

Vedo giovani che si preoccupano del futuro che sembra incerto, indefinito, non legato, tra l’altro, né ad un luogo, né ad una particolare forma di vita. Pare che i giovani non vogliano troppo saperne di rimanere in Italia e sono molto ben disposti di fronte ad esperienze da vivere all’estero, come pure non si sentono attratti da una forma di unione matrimoniale.

Nemmeno gli anziani sembrano attratti dal futuro che, ovviamente, vedono corto davanti a sé. Naturalmente non diventa più attraente, anche perché legato alle incertezze della salute. Che cosa ha da dirci la Parola di Dio? Perché il tema è così promettente in Avvento?

Le profezie adempiute

La risposta della Parola di Dio è molto chiara. I profeti hanno sempre uno sguardo rivolto al futuro. Essi vedono bene il loro presente, lo sanno giudicare, sanno come procedere, ma sempre in vista del futuro. Essi comprendono “cosa accadrà”, nel senso che vedendo bene il presente, capiscono cosa si realizzerà nella loro società e nel loro mondo. I profeti non sono ottimisti, ma contano sulla fedeltà di Dio e sulla Parola che sempre accompagna il loro destino. Nemmeno nei momenti più brutti e tragici della storia di Israele i profeti hanno perso questa loro visione e questa loro capacità di vedere dove porta la fedeltà di Dio. I profeti, dunque, sanno “scommettere sul futuro” e si avvicinano ad esso pieni di fiducia in Dio.

Per noi

Anche noi siamo coinvolti in questa dinamica, anche a noi, che stiamo vivendo questo Avvento di attesa e di preparazione al Natale, siamo invitati a “scommettere sul nostro futuro”. Non tanto su quello che succederà: nessuno o quasi oggi ha capacità profetiche in questo senso. Piuttosto siamo invitati a ritenere e a credere che Dio non ci abbandona. Il futuro verso il quale ci dirigiamo è già nelle mani di Dio. Noi viviamo il presente con questa convinzione di fede e, per questo, osiamo anche avvicinarci al nostro futuro con questa certezza e con la pace che da essa deriva.

In secondo luogo, credo che tutti dobbiamo continuare a vivere questi giorni di attesa ricordando che l’attesa ultima ci metterà in comunione con Dio. Questa speranza che non delude, come la chiama San Paolo, deve essere la certezza che maggiormente ci accompagna. Il nostro futuro non è incerto, nemmeno l’ultimo tempo della vita lo è e nemmeno l’ultimo viaggio: sappiamo di essere diretti verso l’incontro con un Padre buono che attende il ritorno dei suoi figli nel suo stesso mistero.

Infine, credo che scommettere sul futuro sia l’atteggiamento proprio di chi vuole vivere bene i propri talenti e le proprie capacità. Solo in questo modo, solo con questa fiducia nel cuore è possibile spendersi nel presente senza riserve e senza paure.

Ecco cosa può significare per noi scommettere sul futuro. Sostenuti da Maria, regina di questo Avvento, forti per la Parola di Dio che sostiene il cammino, cerchiamo anche noi di sentirci attratti dal futuro. In qualsiasi modo le cose si realizzeranno, non saremo mai da soli. Dio, in Gesù Cristo, l’Emmanuele, il Dio con noi, non ci dimentica!

Il Vostro Parroco,