1a domenica di Avvento: la venuta del Signore
Il tempo si ripete
“Come passa in fretta il tempo! È già quasi Natale! Dopo i morti sei subito pronto per il panettone!”. Chissà quante volte abbiamo sentito o forse anche noi stessi abbiamo detto proprio queste cose. Magari anche da cristiani: “È già Avvento! Si inizia già il tempo dell’attesa”. Cose vere, anche se un po’ ovvie.
Forse è meno ovvio il motivo per cui c’è l’Avvento: un tempo che si ripete ogni anno per dare a noi, nella sapienza delle cose che si ripetono, un ritmo di vita. Per non fare in modo che le cose si ripetano sempre più veloci, ma senza senso.

Amare l’Avvento
Perché amare l’Avvento?
Personalmente, amo l’Avvento perché mi ricorda il silenzio, mi richiede silenzio. Mi invita a fare silenzio mentre tutto è non solo rumore, ma addirittura frastuono.
Amo l’Avvento perché mi ricorda, nelle giornate che diventano sempre più corte e che osservo con commozione mentre passo da una casa all’altra per le benedizioni, che non sono in cerca solo di una luce qualsiasi, tanto meno delle luci di Natale che, pure mi piacciono tanto e nelle quali sempre abbondo. Mi ricordano che sono in cerca della Luce, quella luce che viene da Dio, quella luce che viene dalla fede, quella luce che è Cristo.
Amo l’Avvento per le sue musiche, che mi aiutano a capire il senso del silenzio.
Amo l’Avvento per i suoi profumi che, pian piano, invadono le case mentre si avvicina il Natale.
Amo l’Avvento per la sua tensione tra “già e non ancora”. Il già dell’oggi, il già che sperimento, il già che accade nella mia vita. Il non ancora che mi attende e che dà corpo e vigore alla speranza che è in me. Il non ancora che dovrà accadere e che mi entusiasma e mi incuriosisce. Il non ancora che sarà l’ingresso nel mistero di Dio, dopo una vita che sto dedicando a Lui.
Ecco perché, personalmente, amo l’Avvento.
Per noi
Anche voi cercate di amare l’Avvento:
- custodendo il silenzio. Imparate a custodire la Parola, soprattutto quella difficile dei profeti. Così belli, perché ci richiamano a cose grandi. Così complessi, eppure così in grado di parlare alla nostra umanità che si fa sempre più povera e, per questo, ha bisogno di richiami alti e veri. Avete il quaderno di San Maurizio, il sito: impariamo ad utilizzare gli strumenti per abbondare nell’ascolto della Parola.
- cercando la relazione con Dio. Stiamo dedicando tutto l’anno pastorale alle relazioni. Non dimentichiamo che la prima e più importante relazione deve essere quella con Cristo, Colui che fa nuove tutte le cose, come la liturgia di oggi ci sta dicendo ed insegnando.
- diventando profezia di giustizia. Proprio per questo motivo, proprio perché attenti alla Parola diventeremo profezia di giustizia, ovvero persone che sanno tendere al giusto rapporto tra di loro, rispettando le relazioni. Proprio perché persone che vivono una relazione con Cristo seria, diventeremo profezia di giustizia nel rapporto con le cose, senza lasciarci sottomettere da chi rende il Natale solo un’occasione commerciale. Profeti di giustizia in un mondo profondamente ingiusto. Questo sarà possibile solo se ameremo l’Avvento. E tu, ami l’Avvento?
Il Vostro Parroco,
