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Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Segni

Cosa significa, per noi, ricordare i morti?

Mi pare che, globalmente parlando, oggi non ricordiamo molto i nostri morti. Alcuni segni che come comunità cristiana non possiamo non notare, almeno quattro grandi segni:

  • la disaffezione alla visita al cimitero che rimane, per moltissimi, solo un gesto da compiere una volta all’anno, magari in questi giorni dei Santi e dei morti;
  • il venir meno della celebrazione di suffragio, perché sono sempre meno le persone che chiedono che i propri cari siano ricordati nelle S. Messe;
  • la sempre minor richiesta di una preghiera quando si sperimenta la morte di un proprio caro. Spesso anche la celebrazione dello stesso funerale sembra più essere un rito richiesto per tradizione che non un momento di comunione e di preghiera a suffragio di chi non c’è più;
  • ricordare un defunto significa sempre più spesso ricordare cose gradite al defunto, esperienze fatte nel tempo della sua vita, in una ritualità che poco si discosta da antichi riti pagani.

Forme di paganesimo di “ritorno”

Certamente non è facile, nel nostro tempo, celebrare la morte di una persona cara. Men che meno preparare la nostra morte che è un fatto, comunque, che ci riguarda tutti. Siamo in un tempo dove assistiamo, per lo più, a forme di paganesimo che hanno poco a che discostarsi dai tempi antichi.

Forme di paganesimo sono quelle che esprimiamo esorcizzando il tema della morte, al quale ormai pensa sempre meno gente.

Forme di paganesimo sono quelle che ci spingono a collocare nelle bare dei defunti o sulle tombe dei nostri cari oggetti di vario genere e tipo che portano a ricordare il defunto per quello che ha fatto. Forme di paganesimo sono quelle che spingono molti a conservare in casa, spesso collocati in quadri, gioielli e monili o in altre forme artistiche perfino le ceneri dei nostri cari che, evidentemente, vengono così sottratte alla preghiera possibile nei cimiteri. È un culto personale quello che si va affermando che dice sempre più l’essere attaccati alla persona in modo possessivo e sempre meno disposti a guardare alle realtà della vita, che comprendono anche la morte, in modo oggettivo e maturo.

Per vivere la ricorrenza in modo cristiano

Cosa suggerire per vivere in modo cristiano questi giorni?

  • Il rigetto di tutte quelle pratiche che ho ricordato come forme di paganesimo che sono dannose non solo per il ricordo dei nostri cari ma anche e soprattutto per la salute della nostra anima.
  • Il desiderio da coltivare di essere ancora in loro compagnia nella vita eterna, alla quale noi tutti dobbiamo mirare come esito ordinario, normale della vita cristiana. Questo stesso desiderio si coltiva con la preghiera e con il ricordo costante della comunione dei santi, dimensione di vita nella quale i nostri cari già si trovano.

È solo dentro una dimensione di vita indirizzata verso l’eternità che noi possiamo cogliere la bellezza e anche l’importanza di questi giorni che non devono essere solo di celebrazione, ma anche e soprattutto di fede.

Il Vostro Parroco,