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1a dopo la Dedicazione – il mandato missionario

Pubblichiamo le lettere pervenute dai nostri missionari, mentre ci disponiamo tutti a pregare per loro, cercando di mantenere viva in noi, con i loro scritti, la comune tensione missionaria.

Padre Alberto

È già passato un anno dalla mia ultima venuta in Italia ma mi sembra ieri che ci siamo salutati. In questo anno anche noi in Giappone abbiamo condiviso con la Chiesa universale i momenti della malattia e del funerale di Papa Francesco e in seguito quelli della elezione del nuovo Papa. Per la prima volta due cardinali giapponesi hanno partecipato insieme al Conclave attirando ulteriormente l’attenzione dei mass-media e della gente comune su questo evento ricco anche di una ritualità che risale lontano nel tempo. L’elezione di Papa Leone XIV è stata anche qui una sorpresa per molti che speravano in un Papa asiatico. I miei amici peruviani (stavo per scrivere perugini) sono tutti contenti e aspettano la sua visita in Giappone anche se il Papa è già venuto qualche volta quando era superiore generale degli agostiniani. In questo tempo nella mia chiesa di Hatsukaichi ho avuto la grazia di conferire il Battesimo a due bambini e un adulto e la preparazione per la visita pastorale del Vescovo che conferirà il sacramento della Confermazione sta diventando un’occasione per coinvolgere i bambini e le loro famiglie di varie nazionalità. Sono piccoli frutti di quello che papa Francesco nel messaggio per la giornata missionaria mondiale chiama “contatto personale”. Senza nulla togliere al valore delle nuove tecnologie che ci mettono in rete e ci rendono interconnessi, la missione nello “stile di Dio”, come viene ribadito dal Papa anche nel messaggio, è portatrice di speranza curando la relazione personale nella situazione concreta delle persone. L’esperienza della chiusura causata dal Covid ha rimesso in risalto questo aspetto importante e imprescindibile della nostra umanità. Rinnovando ancora una volta il mio grazie per la vostra accoglienza e amicizia, vi mando i miei più cordiali saluti

Suor Daria

Carissimi amici del Gruppo Missionario e tutti, sono contenta di comunicare con voi che vi sento vicini e uniti nel comune sentire per la missione. Quest’anno il tema per la Giornata Missionaria è molto bello: “Missionari di speranza tra le genti”. Significa aprirsi agli altri testimoniando la nostra fede, il nostro amore per Dio e per il prossimo seguendo l’esempio e l’insegnamento di Gesù. L’Anno Giubilare è un invito per tutti a rinnovare la nostra speranza che con Gesù può trasformare questo mondo così provato da tante sofferenze. Come ho vissuto io quest’anno? Il mio impegno principale nella Parrocchia S. Basilio qui a Milano è stato la visita alle persone anziane, sole, ammalate e per chi desidera ricevere la Comunione. Queste visite sono apprezzate dagli anziani e anche dai famigliari perché sono momenti di ascolto, a volte di sfogo dove rivelano la loro sofferenza per l’anzianità, la malattia o altri problemi famigliari; sono momenti di preghiera e di riflessione sulla Parola nella Liturgia della domenica o in altre feste liturgiche. Tutto questo aiuta le persone a riprendere fiducia, speranza e a continuare il cammino di fede preparandosi pure all’incontro finale col Signore. Incontro anche persone anziane che fanno fatica ma cercano di ricordare le preghiere imparate e pregano con devozione e affetto il Signore e cercano la Comunione. Io penso che anche quest’attività di vicinanza alle persone più vulnerabili, sia missione, se pur diversa dalla missione in Africa di Prima Evangelizzazione perché aiuta ad avvicinarsi sempre più al Signore e a creare armonia anche con chi ci è vicino. Io faccio volentieri questo apostolato anche perché anch’io sono in questa fascia di età e ci intendiamo. Ci sono pure qui tanti immigrati da diversi Paesi e religioni; ci sono occasioni per incontrarci, salutare e far sentire accoglienza, vicinanza e dare un aiuto come si può.
Ecco, è così che ora vivo la Missione e spero che il Signore mi aiuti ad essere testimone di speranza e fraternità. Rimaniamo sempre uniti nella preghiera e con speranza, nell’impegno missionario dovunque ci troviamo. Buona Giornata Missionaria a tutti.

Suor Adele

Il motto che Papa Francesco ha scelto per la giornata missionaria di quest’anno richiama a noi tutti cristiani e alla Chiesa, comunità dei battezzati, la vocazione fondamentale di essere messaggeri e costruttori della speranza, come lo è stato Gesù nella sua vita terrena. Egli affidava tutto al Padre, obbedendo con fiducia totale al suo progetto di salvezza per tutta l’umanità. Gesù è stato il Missionario per eccellenza, missionario di pace e di speranza, modello per tutti coloro che alla sua sequela sono missionari nel mondo di oggi, in qualsiasi situazione si possano trovare. Ognuno di noi può essere missionario per il fratello o la sorella, chinandosi su ogni persona che sperimenta povertà, sofferenza, afflizione, oppressione, qualsiasi bisogno, per essere consolazione e aiuto, medicando le sue ferite come fece il buon samaritano nell’episodio evangelico raccontatoci da Gesù stesso. “Sentiamoci perciò ispirati anche noi a metterci in cammino sulle orme del Signore Gesù per diventare, con Lui e in Lui, segni e messaggeri di speranza per tutti, in ogni luogo e circostanza che Dio ci dona di vivere. Che tutti i battezzati, discepoli-missionari di Cristo, facciano risplendere la sua speranza in ogni angolo della terra!” (Papa Francesco – Messaggio per la giornata missionaria 2025). L’esempio di tante persone, che anche in questi tempi non facili, pieni di insidie, in cui il mondo ci sembra lontano dalla ricerca di serenità e di pace, si dedicano generosamente e incondizionatamente ai fratelli ci sia di sprone ad essere generosi, pronti all’aiuto fraterno, con particolare attenzione ai più poveri e deboli, ai malati, agli anziani, agli esclusi dalla società materialista e consumistica. Disponiamoci a farlo con lo stesso stile di Dio, con compassione e tenerezza, come ci esortava spesso Papa Francesco; cercando di essere attenti alle relazioni personali per aiutare nelle concrete situazioni di bisogno.
Auguro a tutti un generoso mese missionario e buon cammino per essere “missionari di speranza”!

Dal messaggio del Papa per la giornata missionaria mondiale

Rinnovare la missione della speranza

Davanti all’urgenza della missione della speranza oggi, i discepoli di Cristo sono chiamati per primi a formarsi per diventare “artigiani” di speranza e restauratori di un’umanità spesso distratta e infelice. A tal fine, occorre rinnovare in noi la spiritualità pasquale, che viviamo in ogni celebrazione eucaristica e soprattutto nel Triduo Pasquale, centro e culmine dell’anno liturgico. Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti, perché in Cristo «crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole» sull’esistenza umana (cfr Catechesi, 23 agosto 2017). Perciò, dai misteri pasquali, che si attuano nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti, attingiamo continuamente la forza dello Spirito Santo con lo zelo, la determinazione e la pazienza per lavorare nel vasto campo dell’evangelizzazione del mondo. «Cristo risorto e glorioso è la sorgente profonda della nostra speranza, e non ci mancherà il suo aiuto per compiere la missione che Egli ci affida» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 275). Non dimentichiamo che pregare è la prima azione missionaria e al contempo «la prima forza della speranza» (Catechesi, 20 maggio 2020). Rinnoviamo perciò la missione della speranza a partire dalla preghiera, soprattutto quella fatta con la Parola di Dio e particolarmente con i Salmi, che sono una grande sinfonia di preghiera il cui compositore è lo Spirito Santo (cfr Catechesi, 19 giugno 2024). I Salmi ci educano a sperare nelle avversità, a discernere i segni di speranza e ad avere il costante desiderio “missionario” che Dio sia lodato da tutti i popoli (cfr Sal 41,12; 67,4). Pregando teniamo accesa la scintilla della speranza, accesa da Dio in noi, perché diventi un grande fuoco, che illumina e riscalda tutti attorno, anche con azioni e gesti concreti ispirati dalla preghiera stessa. Infine, l’evangelizzazione è sempre un processo comunitario, come il carattere della speranza cristiana (cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Spe Salvi, 14). Tale processo non finisce con il primo annuncio e con il battesimo, bensì continua con la costruzione delle comunità cristiane attraverso l’accompagnamento di ogni battezzato nel cammino sulla via del Vangelo. Nella società moderna, l’appartenenza alla Chiesa non è mai una realtà acquisita una volta per tutte. Perciò l’azione missionaria di trasmettere e formare la fede matura in Cristo è «il paradigma di ogni opera della Chiesa» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 15), un’opera che richiede comunione di preghiera e di azione. Insisto ancora su questa sinodalità missionaria della Chiesa, come pure sul servizio delle Pontificie Opere Missionarie nel promuovere la responsabilità missionaria dei battezzati e sostenere le nuove Chiese particolari.

Il Vostro Parroco, con i nostri missionari