Esaltazione della Santa Croce
Il centro della fede
Il 14 settembre, come il calendario liturgico prevede, celebriamo la festa dell’esaltazione della Santa Croce. Tutte le Scritture di oggi mettono al centro della riflessione la Croce del Signore e ci chiedono di saper fare altrettanto rispetto alla nostra vita di fede.

Un segno e un simbolo
La Croce è il segno fondamentale della nostra fede. Oggi, ma in realtà ogni giorno, noi siamo chiamati a guardare al Crocifisso e a dialogare con il Crocifisso. Ben lo aveva intuito San Paolo, che ha fatto della predicazione della Croce del Signore il segno distintivo del suo pensiero e della sua opera evangelizzatrice. Ma, potremmo dire, qualcosa del genere aveva intuito Mosè. Il libro dei Numeri ci parla del “segno del serpente di bronzo”. Come abbiamo sentito è un segno taumaturgico, un segno che vuole recare salvezza perché coloro che sono morsi da serpenti durante l’Esodo, possano trovare salvezza guardando ad un serpente di bronzo issato sopra un’asta perché sia visibile a tutti. Certamente, come i padri avevano intuito, un segno che prefigura, in qualche modo, la Croce del Signore.
Contemplare la Croce
Cosa dice a noi la Croce di Cristo? Siamo ancora in grado di parlare con il Crocifisso? Il nostro farci il segno della Croce o il collocare la Croce in alcuni nostri ambienti, esprime davvero la nostra fede?
Credo che questa domenica più che mai siamo chiamati a capire che la Croce non solo è un segno da esporre, da esibire o da tracciare sulle nostre persone. La Croce è e deve essere per noi la dolce presenza del Signore con il quale dialogare, un po’ come don Camillo nei famosi film. Davanti al Crocifisso si può parlare di ogni cosa: delle gioie che riguardano la nostra vita, dei problemi che la affliggono; si può pregare per noi e si può intercedere per gli altri; si può dire cosa pensiamo del nostro mondo e di che cosa avremmo bisogno perché il mondo sia più abitabile, così come si può dialogare con il Crocifisso cercando conforto per le cose che riguardano il tempo presente… Davanti alla Croce di Gesù si può, o forse si deve, parlare con il cuore. Ogni dialogo è buono, ogni parola è ben accetta, ogni discorso che nasce dal cuore deve risultare profondo, serio, unico. Vi invito a fare questo.
All’inizio dell’anno pastorale chiedo a tutti di saper vivere una relazione autentica con il Signore che, dalla Croce, parla a noi e ci sostiene. Ci siamo introdotti nell’anno pastorale proprio parlando di relazioni e dicendo che è la relazione con Dio che sostiene e rende belle tutte le altre relazioni che possiamo vivere. Mettiamoci tutti a parlare con il Signore crocifisso. Ci verrà data la risposta che cerchiamo. Per questo vi lascio un impegno: oggi fermatevi in chiesa davanti agli altari dei Crocifissi (nell’abside per San Pietro) e parlate con il Signore. Sarà un modo bello per santificare la nostra domenica.
Il Vostro Parroco,
