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10a dopo Pentecoste

Uno sguardo sul tempo liturgico

Abbiamo celebrato anche la festa dell’Assunta, il che significa che ci dirigiamo verso l’ultima parte dell’estate, mentre guardiamo già anche alla festa del martirio di Giovanni il Battista che, come sappiamo, è uno spartiacque nel nostro calendario ambrosiano.

Salomone

Continuando la rilettura della storia della salvezza, le Scritture di oggi ci fanno leggere la preghiera di Salomone. È la famosissima preghiera per chiedere il dono della sapienza giacché, come penso ricordiamo, Salomone è considerato il massimo della sapienza di Israele, colui il cui governo è stato tutto caratterizzato dalla sapienza. Per Salomone la sapienza consiste nel ben governare e nel ben giudicare e, difatti, il racconto della Sacra Scrittura su Salomone si concentra proprio sulla sua arte di dirigere il popolo di Dio e di giudicare le questioni che si presentavano alla sua interpretazione.

La sapienza dell’uomo

Anche Gesù, in diversi modi e in diversi momenti del suo ministero ha parlato della sapienza. Dal Vangelo di oggi possiamo capire che, per Gesù, è sapiente una vita che non si risparmia, una vita che si fa dono, una vita nella quale uno mette in gioco tutto quello che è per arricchire la vita degli altri. Gesù rassicura anche il discepolo ansioso: non esiste anima di chi ha lasciato tutto nel suo nome che, poi, non abbia il “centuplo”. Anticipato, certo, da molte cose terrene, ma, poi, riservato alla vita eterna. Chi semina gesti di amore, chi semina atti di donazione, intanto vive una vita sapiente e, poi, si incammina verso la vita eterna colmo di gioia e di speranza.

Per noi

In che cosa consiste una vita sapiente per noi? Nel nostro mondo, nella nostra epoca, chi è sapiente? Credo che non facciamo molta fatica ad ammettere che, nel nostro modo comune di pensare, la sapienza si identifica con lo studio, la ricerca, il crescere in una dimensione personale di preparazione che porta a saper vivere la vita arricchendosi continuamente in conoscenze. Oggi le specializzazioni su tutte le materie si fanno sempre più fini e, specie nei giovani, c’è una vera rincorsa ad avere una specializzazione sempre più profonda sull’argomento nel quale ci si sente preparati, per essere al massimo possibile della conoscenza di una materia.

Potremmo anche dire che, oggi, sapiente è chi sa amministrare bene il proprio patrimonio, chi è capace di mettere da parte per il futuro, chi riesce ad accumulare un quantitativo di ricchezza sufficiente a superare le difficoltà della vita, perché non si sa mai cosa può capitare!

Siamo molto distanti dall’insegnamento del Signore. Ecco perché è bene che anche noi ascoltiamo, con attenzione profonda, il richiamo di Gesù. Arricchisce non per sé stesso chi fa della propria vita un dono di amore.

Arricchisce non per sé stesso chi cerca una sapienza che non è studio fine a sé stesso. Arricchisce non per sé stesso chi si mette a disposizione degli altri. Arricchisce davanti a Dio chi pratica i propri talenti in modo tale da fare della propria esistenza un dono di amore. Non mancano gli esempi, perché anche tra noi c’è chi si dedica, in modo silenzioso, agli altri, nella propria famiglia, nella propria Chiesa, nella propria città, nel proprio orizzonte di volontariato… siamo figli ed eredi di una tradizione gloriosa a questo proposito. Ma avremo la forza di raccogliere questa eredità e di passarla ad altri?

Il Vostro Parroco,