9a dopo Pentecoste
Uno sguardo sul tempo liturgico
Siamo nel cuore della nostra estate e inizia la settimana che ci porterà anche al cuore liturgico di questo mese che è la festa dell’Assunta.

Elezione di Davide
Lo spunto più bello di riflessione viene, oggi, dalla prima lettura. Siamo in un momento delicato della storia della monarchia di Israele, ovvero il passaggio tra Saul e il suo successore: Davide. Il criterio della scelta è bene espresso dalla Scrittura. Davide viene scelto quando è ancora ragazzo perché Dio non guarda l’aspetto delle persone, né la loro forza. Dio guarda il cuore. Il cuore di Davide è il cuore di un uomo, è il cuore di un peccatore. Ma, al tempo stesso, è il cuore di un uomo che teme Dio, il cuore di un uomo di fede, il cuore di un peccatore che sa di essere perdonato e che si sente sempre perdonato da Dio. Questa è la consapevolezza che accompagnerà Davide in tutta la sua esistenza.
Il cuore di Maria
Questa lettura ci immette anche nella possibilità di guardare già alla prossima festa dell’Assunta. Il cuore di Maria è il cuore di una Madre, è il cuore di una donna che ha saputo attendere, che ha saputo vegliare, che ha saputo vigilare su sè stessa, che ha saputo, soprattutto, custodire nel cuore la parola a lei rivelata. La parola dell’Angelo, in primis, ma, poi, anche la parola incarnata che è Gesù. Ed è per questo che noi vediamo la Vergine Santa coronata di splendore e di gloria. La festa della sua Assunzione al cielo ci ricorda quale deve essere la meta della speranza cristiana. Chi custodisce il suo cuore e custodisce la parola che gli viene donata, giungerà alla medesima meta.
Per noi
Il richiamo è al nostro cuore! Anche noi, anche in questo tempo estivo siamo chiamati a custodire il nostro cuore. Cosa c’è nel nostro cuore? Certo ciascuno saprà discernere perché credo davvero che siano molte le cose che si accumulano nei cuori. C’è però una risposta che vorrei lasciarvi come invito alla meditazione in questi giorni che ci offrono magari anche la possibilità di qualche visita a qualche chiesa o santuario mariano. La citazione è di Sant’Agostino che, in modo mirabile, ha scritto: “Ci hai fatti per te, Signore e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te!”. È vero che il nostro cuore è inquieto. Cerca molte cose. Si appassiona per molte cose. Si deve dare da fare per molte cose. Non tutte vere, non tutte valide, non tutte promettenti. Talvolta il nostro cuore si perde nei meandri della vita. Ma è vero che il nostro cuore è inquieto fino a che non riposa in Dio. L’eternità, la vita in Cristo è proprio questo riposo del cuore in Dio. Sarebbe certo molto bello se anche noi arrivassimo a vedere così il mistero dell’eternità e, quindi, il mistero stesso della morte. Mentre guardiamo al transito di Maria, mentre contempliamo la sua gloriosa Assunzione, cerchiamo anche noi di avere lo sguardo del cuore rivolto alle cose eterne. È questa la sorgente della più forte speranza anche per i giorni più difficili. È questa la speranza più forte anche quando il nostro cuore deve muoversi su tanti fronti e diventare inquieto per molte cose.
Maria ci insegni a custodire il cuore perché da questa custodia e dalla speranza che il cuore ospita dipende la nostra stessa vita.
Il Vostro Parroco,
