8a dopo Pentecoste
Uno sguardo sul tempo liturgico
Come sappiamo stiamo rileggendo tutta quanta la storia della salvezza. Entriamo nell’epoca dei Giudici che lasciano spazio a re di Israele.

Un regno
Da tribù al regno. Il passaggio non è indifferente. Sappiamo che è stato un passaggio molto lento, sappiamo che non è stato senza problemi. Un passaggio difficile, che ha rischiato di dividere Israele e di creare contraccolpi di non poco conto. L’origine del cambiamento è sempre la medesima: il male che corrompe gli onesti e trasforma le guide in cattivo esempio. Lo abbiamo sentito molto bene nella prima lettura. I figli di Samuele, il profeta che ha governato su Israele, non hanno saputo percorrere le orme del padre. Sia per quanto attiene al loro dovere religioso, sia per quanto attiene all’amministrazione della giustizia, questi due figli di Samuele non sono stati all’altezza del padre. Erano divenuti corrotti e amministravano la giustizia secondo favoritismo; non pregavano per il popolo e prendevano dalle offerte per il culto denari o beni che finivano per essere personali. Il dramma della corruzione è presente anche nelle società antiche e non ha risparmiato nemmeno Israele!
La via Cristo
Ecco, allora, il richiamo di Cristo che insegna: “date a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare”. Un chiaro ammonimento, anzitutto, a tenere ben distinti gli ambiti. Anche chi si deve occupare di politica deve farlo animato dai valori del Vangelo. Accettando, però, le “leggi di Cesare”, cioè, accettando che la “pasta” politica sia fatta in quel determinato modo, segue le sue particolari regole, abbia il suo modo di essere. Non mancano esempi di uomini che hanno saputo mettere le mani in questa “Pasta” con i valori del Vangelo ed animati da un sentimento di santità. Basti pensare, per dire un nome su tutti, a Giorgio la Pira, cristiano eccellente, politico di pregio.
Per noi
Il richiamo, però, non è solo ai singoli né, tantomeno, a chi decide di dare il suo contributo e il suo aiuto per la politica. Il richiamo è anche per la comunità tutta. Lo dice molto bene l’epistola di oggi: “ti raccomando che si facciano preghiere per coloro che sono al potere”. In effetti noi tutti siamo più capaci di critiche che non di preghiera per i politici! Credo che questo sia il primo versante di impegno di oggi.
Il secondo viene dai giorni intensi che stiamo vivendo anche se solo di rimando. Mi riferisco al giubileo dei giovani, dei quali sono protagonisti i giovani e, quindi, anche i nostri giovani. Tutti i giovani, non solo quelli che sono fisicamente radunati a Roma con il papa. Vi invito ad ascoltare ciò che il papa proporrà nella veglia di Sabato 2 e nella Messa di domenica 3 agosto. Credo che le parole del Papa, sulle quali dovremo poi tornare, saranno luce per tutti e non solo per i giovani. A Maria, che tra pochi giorni ricorderemo come l’Assunta, affidiamo questo evento importante per la vita di tutta la Chiesa.
Augurandoci che questo evento serva per svegliare una coscienza realmente cristiana anche in chi vive solo da spettatore un evento che rimarrà certamente nella memoria di molti.
Il Vostro Parroco,
