SCARICA il notiziario

6a dopo Pentecoste

Uno sguardo sul tempo liturgico

Terminate le letture del ciclo della Genesi, il tempo dopo Pentecoste che stiamo vivendo ci fa passare alle pagine dell’Esodo.

L’alleanza

Il tema fondamentale della lettura di oggi è facilmente riconoscibile: l’alleanza. Nella duplice accezione: Dio si rivela essere l’alleato dell’uomo, ma è anche vero che Israele diviene l’alleato di Dio. Il momento storico nel quale si vive la determinazione di questa alleanza è il tempo dell’Esodo. Tempo legato non solo alla Pasqua ebraica, non solo al passaggio del Mar Rosso in modo miracoloso e alla consegna delle tavole della legge sul Sinai. Il tempo dell’Esodo rappresenta anche tutto il tempo che occorse per far diventare Israele da un insieme di tribù un vero popolo. Questo passaggio venne celebrato, appunto, nell’alleanza con Dio. Alleanza che ha al suo centro la legge, ovvero i comandamenti. Alleanza scritta su tavole di pietra, perché deve essere eterna. Alleanza con la quale Dio si lega all’uomo, benedicendolo. Alleanza con la quale l’uomo, diventando alleato di Dio, si impegna a vivere nel rispetto di tutto ciò che il Signore rivela.

La nuova alleanza

Come sappiamo questa alleanza è fondata sulla conoscenza e sulla volontà. La conoscenza della legge e la volontà di viverla. La conoscenza dei precetti di Dio e la volontà di rispettarli. Ovvio che questa alleanza subì numerosi attentati. Non si può vivere per sempre una realtà basandosi solo sulla propria volontà. La volontà dell’uomo, anche la più temprata, rimane, sempre e comunque, deficitaria. Ecco l’ingresso nella storia della salvezza del Verbo che si fa carne e che viene a redimere il mondo nel sacrificio della Croce, che ci è stato presentato sia dal Vangelo che dalla seconda lettura di oggi. La nuova alleanza è eterna perché non più fondata sulla volontà dell’uomo, ma sulla fedeltà di Dio che, nel Figlio, si sacrifica una volta per tutte per togliere il peccato del mondo nel sacrificio della Croce e collocarlo nell’eternità con la sua risurrezione.

Per noi

A noi sembra scontato dire che è così, che sono tutte verità che conosciamo… salvo poi smentirci nella pratica. Siamo anche noi sempre legati ad un concetto di volontà che rende anche la fede, tutto sommato, un atto volontaristico. Molto spesso cerchiamo di riflettere su ciò che siamo in grado di fare noi, con la nostra volontà, con le nostre forze. Siamo, in qualche modo, legati allo schema della prima alleanza e a quello dei comandamenti. È per questo che, forse, crediamo poco al valore e alla potenza dell’Eucarestia, il sacrificio della Nuova ed Eterna Alleanza. Tanto che lo celebriamo sempre meno spesso e riduciamo anche questa celebrazione ad un atto della volontà: “Vado quando mi sento… vado dove mi trovo bene…”. Riduzioni della portata della stessa Santa Eucarestia che, invece, è per tutti, è eterna, soprattutto è dono di Dio all’uomo perché egli possa camminare nella pace del Signore. Consiglio a tutti, mentre siamo ormai nel mezzo dell’estate, di vivere con maggior fedeltà e con maggior trasporto l’Eucarestia. Magari anche in qualche giorno di riposo e di distensione, perché non vivere con maggior frequenza l’incontro con il Signore? Ne gioverebbe davvero il nostro spirito, perché l’anima si nutre del Sacramento della nuova ed eterna alleanza.

Il Vostro Parroco,