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Domenica di Pentecoste

Pentecoste

Si conclude, con questa domenica, il tempo di Pasqua e si apre davanti a noi il lungo tempo liturgico dopo Pentecoste che, nelle sue tre sezioni, ci condurrà fino all’Avvento. La festa della Pentecoste è una delle più sentite e delle più importanti dell’anno liturgico.

L’evento

Come sappiamo la festa della Pentecoste è la festa dello Spirito Santo. La festa nella quale ricordiamo la prima Pentecoste, vale a dire il giorno nel quale sopra i discepoli e su Maria, riuniti nel cenacolo, venne effuso il dono dello Spirito di Dio. Spirito simboleggiato da quelle fiammelle che vediamo molto spesso rappresentate nell’arte.

Con questo evento si sottolinea come anche sulla Chiesa, rappresentata appunto dagli 11 apostoli e da Maria, venga effuso lo Spirito di amore che sarà effuso, dopo di loro, su ogni credente. Noi lo sappiamo molto bene, dal momento che lo Spirito Santo viene conferito a tutti noi fin dal Battesimo, per essere poi rinnovato nella Confermazione, ma anche ogni anno, appunto, nella festa di Pentecoste.

Non perfetti ma credibili

In questi primi atti di ministero di papa Leone XIV mi ha molto colpito una sua affermazione nella quale ha detto queste parole: “I discepoli non erano perfetti, ma divennero credibili”. Credo che questa affermazione possa essere detta della Chiesa e di tutti noi, i singoli credenti. Noi non siamo perfetti. Ciascuno di noi ha i suoi limiti, il suo peccato, le sue debolezze. Così è della Chiesa: anche la Chiesa come istituzione ha i suoi difetti, i suoi limiti ed anche il suo peccato. Ma né a noi personalmente né alla Chiesa in quanto tale è chiesto di essere perfetti. A tutti, però, esattamente come ai primi discepoli, è chiesto di essere credibili. Credibili per la serietà con cui ciascuno vive il proprio impegno cristiano o con cui la Chiesa vive la sua dimensione missionaria di annuncio. Credibili per la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si vive. Credibili per la capacità di approfondire sempre più la propria conoscenza di Dio, cosa che tutti, sia come singoli credenti che, come Chiesa, dobbiamo fare. Credibili per l’amore che si riversa sugli altri, nelle diverse possibilità di carità che ciascuno di noi può vivere. A tutti è chiesto di essere credibili.

Un invito per tutti

Credo proprio che questo invito sia per noi, come per tutti i cristiani. Noi come singoli credenti e anche come comunità pastorale, vale a dire come espressione di Chiesa locale, siamo invitati ad essere credibili. Non siamo perfetti e questo lo sappiamo bene e dobbiamo sempre ricordarcelo. Già che non siamo perfetti, però, possiamo almeno essere credibili in tutto quello che diciamo o che facciamo. Vorrei che ciascuno pensasse come rendere vera per sé questa affermazione, ma vorrei che tutti agissimo anche come Chiesa. Come spesso vi richiamo credo che il modo più importante che abbiamo per essere credibili nel mondo di oggi sia quello di realizzare sempre più il carisma dell’unità, come anche il Vangelo di domenica scorsa ci chiedeva. Nelle iniziative dell’estate, nelle iniziative del prossimo anno pastorale cercheremo di essere sempre più pronti a vivere questa unità, sempre più reale, anche se ci scomoderà! Non dobbiamo temere. La Chiesa, quando si rinnova e quando cammina unita diventa davvero credibile. Lo Spirito Santo ci sosterrà, ci illuminerà, ci aiuterà.

Il Vostro Parroco,