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6a di Pasqua

Esperienze di gioia

Credo che tutti vogliamo fare esperienze di gioia. A sentire taluni, poi, esisterebbe al proposito un vero e proprio “diritto”. Non so se esista un “diritto alla gioia”, certo è che Dio Padre chiama tutti alla felicità eterna.

Gioia e peso della vita

Se leggiamo bene il Vangelo di oggi, ci accorgiamo che parla sì di gioia, ma anche di “peso” che la vita talvolta genera. Certamente tutti comprendiamo bene questa dinamica applicata a tante cose della vita. Tutti noi abbiamo delle fatiche, dei pesi da portare, ma anche delle gioie, grandi o piccole, che sostengono il cammino. È una dinamica che si verifica nella vita di ogni uomo. Questo però non vale solo per le cose dell’esistenza intesa in senso pratico, ma anche per le realtà della fede. Credo che tutti abbiamo avuto momenti in cui il credere ci ha dato molta gioia ma anche momenti di peso, di fatica, di difficoltà nel cammino di fede. Il Signore ne è molto consapevole, perché così è stata la vita dei discepoli che Lui stesso ha accompagnato. Che cosa ha fatto il Signore per sostenere i momenti difficili della vita dei discepoli? È diventato lui stesso forza e sostegno, promettendo però, come leggiamo nel Vangelo di oggi, la forza del suo Spirito a tutti. È lo Spirito Santo che diventa il principio di fortezza per sostenere i pesi della vita ma anche i pesi che la vita di fede genera. È lo Spirito Santo che diventa sostegno nelle difficoltà del cammino, sia in senso pratico che in senso spirituale. I Vangeli che leggeremo in queste ultime settimane del tempo di Pasqua ci porteranno sempre più nella direzione di una richiesta di questo dono di Dio, perché la vita di tutti possa sentirsi sorretta da questa presenza misteriosa ma effettiva, invisibile eppure reale.

Le nostre gioie

Credo sia molto facile, per tutti, rispondere alla domanda: quali sono i pesi, le difficoltà della tua vita? Forse saremmo un poco più in difficoltà se dovessimo dire quali sono i reali pesi del nostro cammino di fede ma, anche a questo proposito, ce la caveremmo. Sapremmo dire quali sono le gioie del cammino di fede che stiamo vivendo?

Trovo che ci siano delle gioie molto concrete che vengono date a tutti. Per esempio, i giorni da cui veniamo, i giorni dell’elezione del Papa e dei primi atti del suo ministero dovrebbero essere, per tutti, occasione di gioia. Poi credo che la condivisione della vita di fede che possiamo avere in comunità, con le diverse possibilità che vengono date, sia anch’essa occasione di gioia. Ci devono poi essere, nel cammino di ciascuno, altre occasioni di gioia. Credo che faremmo bene a sostare in meditazione e preghiera per capire quali gioie sono date a ciascuno di noi.

Le celebrazioni

Anche le celebrazioni che viviamo dovrebbero essere per tutti fonte di gioia. In settimana celebreremo la festa dell’Ascensione del Signore. Essendo sempre di giovedì, da quando non viene più trasferita alla domenica successiva ma viene lasciata nel giorno proprio, credo che molti credenti non l’abbiano più celebrata. Possibile? Possibile che un credente non desideri vivere una celebrazione di un mistero della vita del Signore? Ebbene sì! Ecco, allora, il richiamo perché chi di noi vuole essere attento al proprio cammino di fede, trovi gioia anche nel celebrare le feste che non ricorrono in giorno domenicale. L’Ascensione è una festa di gioia perché ricorda a tutti a cosa siamo chiamati: noi siamo chiamati alla risurrezione, alla gioia del Paradiso, alla gioia dell’essere, per sempre, in comunione con il Padre. Sentiamoci invitati a questa festa, per avere gioia nei nostri cuori!

Il Vostro Parroco,