5a di Pasqua
A metà del tempo di Pasqua
Giovedì scorso abbiamo celebrato il “giovedì a metà della festa”, ovvero abbiamo ricordato la metà del tempo pasquale, il tempo liturgico che va da Pasqua a Pentecoste. Se nelle scorse domeniche di Pasqua abbiamo soprattutto ricordato le apparizioni del Risorto, ecco che, in questa prossima metà, saremo educati dalla liturgia a chiedere il dono dello Spirito Santo.

Il concetto di gloria
Quando noi diciamo “dare gloria”, o “glorificare” che cosa intendiamo dire? Normalmente intendiamo fare l’elogio di qualcuno, o di qualche situazione, enumerando i meriti o esaltando le caratteristiche della persona o della realtà che vogliamo magnificare. Con Dio è diverso. Non c’è nulla che possa aggiungere la minima cosa alla gloria di Dio. Alla gloria di Dio si può solo dare testimonianza. Come? Amando! Ce lo dice particolarmente bene il Vangelo che ascoltiamo in questa domenica. Vivere il comandamento dell’amore, sul quale il Signore ha così tanto insistito, è l’unico modo per dare testimonianza della nostra fede e per dare “gloria” a Dio. Il nome di Dio, che è Amore, si glorifica vivendo atti di amore.
Il canto dell’amore
Fin qui tutto chiaro, non si può non essere d’accordo. Ma è nella pratica che le cose diventano difficilissime. Lo sapeva molto bene San Paolo che ha riflettuto molto su questo tema, fino a giungere a scrivere quel testo stupendo e bellissimo che è l’inno alla carità che la liturgia ci fa leggere nell’epistola. San Paolo ricorda che le caratteristiche dell’amore sono 12. Le potrete facilmente rileggere nel testo della lettura. Tutte, però, difficilissime, fino a quella sintesi: “Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”. Dove non sono tanto i verbi a sorprenderci ma quel “tutto”, ripetuto 4 volte. Come dire che, davvero, non ci deve essere nessun limite all’amore, che si esprime nella comprensione, nella sopportazione, nel perdono, nella speranza. Tutto è possibile quando si ama.
Un forte richiamo
Così siamo richiamati anche noi, che pensiamo di sapere già tutto della vita cristiana e che non ci riteniamo poi così male, a capire che, invece, dell’amore di Dio sappiamo davvero poco e, soprattutto, non siamo poi molto capaci di glorificare il suo nome amando. Certo, sappiamo mettere in campo molte azioni buone, sappiamo anche esprimere gesti di amore autentico, ma siamo sempre un po’ lontano da quel “tutto” di cui ci parla la Scrittura. Cosa fare?
Invocare lo Spirito
Poiché con le nostre opere siamo poco in grado di agire perché la nostra volontà può sempre molto poco, credo che tutti siamo davvero invitati a pregare lo Spirito Santo. Quello che ci è impossibile per i nostri limiti e per le nostre fragilità, potrà essere fatto dallo Spirito di Dio che, essendo Spirito di amore, ci aiuta, sostiene, sprona, agisce prima di noi e meglio di noi, come diceva il cardinale Martini.
Viviamo non solo questa domenica ma, più in generale, queste settimane cercando di vivere davvero questa preghiera allo Spirito che ci aiuti e ci sostenga nell’imparare ad amare come Dio ci ama e come Dio vuole che ci amiamo gli uni gli altri.
Il Vostro Parroco,
