4a di Pasqua
Nel tempo
La vita comunitaria, in queste settimane, è scandita dalle Prime Comunioni dei nostri ragazzi, evento che, come è ormai tradizione da qualche anno, celebriamo il giovedì sera come comunione semplice con la famiglia e, poi, la domenica successiva in forma solenne con tutti i parenti. Credo che questo momento di festa e di gioia debba essere della comunità intera. Cosa significa, allora, per noi, questo evento?

Un ricordo?
Può essere che tutti noi abbiamo il ricordo del giorno della Prima Comunione. Il ricordo dei sentimenti che abbiamo provato, ma anche il ricordo delle circostanze, dei parenti, del vestito… certamente ricordi molto diversi a seconda degli anni in cui abbiamo vissuto questo Sacramento. Eppure, credo che non sia questo il ricordo che ci è chiesto. Piuttosto il ricordo che il Vangelo di oggi vuole mettere nel cuore di ciascuno.
Il comandamento dell’amore
Vivere la Prima Comunione e, poi, nel corso della vita, vivere in riferimento al Sacramento dell’Eucarestia, dovrebbe significare, per tutti, il desiderio di vivere il comandamento dell’amore. Ricevendo anche ogni settimana, forse anche ogni giorno, il Santo Corpo del Signore, noi tutti dovremmo sviluppare il desiderio di vivere come il Signore, ovvero di ripetere, nel concreto dei nostri giorni, il suo stesso atto di donazione. Quell’atto di donazione di sé che ha portato Cristo sulla Croce, dovrebbe essere il medesimo atto che noi cerchiamo di vivere ogni giorno nella quotidianità. Saranno atti meno importanti, ma il gesto non sarà meno significativo. Donarsi nella vita di famiglia, donarsi nelle relazioni di ogni genere e tipo, non risparmiarsi nell’ambito del lavoro, partecipare con gioia alla vita della Chiesa… sono tutti atti di amore molto piccoli che, pure, trasformano la vita di chi li compie non meno di quella di chi li riceve. Vivere il comandamento dell’amore significa proprio questo.
Un forte richiamo
Permettetemi il forte richiamo ad una vita che sia più eucaristica! Oggi moltissimi, anche proprio tra le famiglie che vivono la Prima Comunione, non frequentano abitualmente la S. Messa. Pratica che ha davvero un indice di incoerenza fortissimo. Perché chiedere questo Sacramento se, poi, non lo si vive? Perché scommettere una vita sull’amore se, poi, non siamo capaci di alimentarci alla sorgente della donazione stessa? Perché chiedere una pratica di vita comunitaria se, poi, non sappiamo vivere nella comunità? Lasciate che vi raggiunga anche con il richiamo ad essere più fedeli alla S. Messa: ne va della nostra vocazione e della vita della nostra anima!
Papa Leone XIV
Con gioia, dopo i giorni del Conclave, accogliamo Papa Leone XIV che iniziamo anche a ricordare nel canone della S. Messa. Abbiamo vissuto con vivo senso di partecipazione questi giorni, forse anche con curiosità. Ora a tutti è chiesto di conoscere il nuovo Papa e di pregare per lui e per le sfide che la chiesa dovrà affrontare. Abbiamo ascoltato la sua voce, abbiamo sentito la parola “pace” nel nome del Risorto, come prima parola che è risuonata dalle sue labbra. Disponiamoci ora a seguire i suoi insegnamenti e disponiamo il nostro cuore a compiere quei passi che ci indicherà. Grati al Signore per aver donato un nuovo pastore al suo unico gregge.
Il Vostro Parroco,