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3a di Pasqua

Nel tempo

Viviamo questa settimana ricordandoci tutti di essere pellegrini nel tempo:

  • Pellegrini in questo tempo di Pasqua, che segna la nostra vita spirituale alla luce di Cristo Risorto;
  • Pellegrini che festeggiano ancora la Santa Croce e la Sacra Spina, rimando unico ed eccezionale alla passione, morte e risurrezione del Signore;
  • Pellegrini nella Chiesa e con la Chiesa, alla vigilia di un evento del tutto eccezionale come lo è sempre il Conclave;
  • Pellegrini nel viaggio della speranza che la fede ci propone e ci invita a vivere.

Conoscere il Padre

Il Vangelo di oggi ci chiede di continuare a conoscere il Padre. Non c’è mai un tempo, non c’è mai un momento della vita nel quale il cristiano deve venire meno rispetto a questo invito. Tutti, poiché siamo ancora pellegrini e non nella visione, siamo invitati a conoscere da vicino il Padre. Come? Attraverso la lettura e la meditazione costante del Vangelo, che continua a rivelarci la presenza misteriosa eppure reale di Cristo. Presenza grande che deve contraddistinguere il nostro cammino di vita, di uomini, di donne oltre che di credenti. Anche noi, ricevendo dalla Chiesa la testimonianza del Vangelo, mettiamoci nella condizione di crescere per quanto attiene al nostro personale cammino di vita.

Vivere nella Chiesa

Come dicevo inizia una settimana del tutto singolare: la settimana del Conclave. Cosa dobbiamo fare in questa settimana? Pregare! L’esercizio, pur lecito, della conoscenza che deriva molto spesso dalla curiosità non dovrebbe appartenerci! Il credente che vive appartenendo alla Chiesa si informa, partecipa alle discussioni del suo tempo, cerca di capire, ma non si lascia andare ai pettegolezzi anche se ecclesiastici, o a previsioni che non dicono quasi mai nulla della verità. Noi, come credenti, in questa settimana dobbiamo pregare lo Spirito Santo perché illumini tutti sulla scelta del successore di San Pietro. Poiché l’illuminazione e la scelta passano per le cose umane, vediamo di non stupirci troppo delle cose che vengono dette e nemmeno di tutta quella serie di dicerie che nascono attorno al Conclave. Se non ci scandalizzeremo, saremo più ferventi nel credere che Dio passa sempre anche attraverso le cose storte degli uomini. Anche di quelli “di Chiesa”!

Mettere al centro la passione e la risurrezione del Signore

La festa patronale di Santa Croce ci aiuta, ancora una volta, a capire che il centro della nostra fede è la Pasqua. Questa la certezza che muove il cammino. Potremmo chiederci: ma ad appena 15 giorni dalla Pasqua, è il caso di insistere ancora così tanto sulla passione del Signore? È il caso di rimettere al centro della festa una reliquia legata alla passione di Cristo? Si, è il caso! Perché non avremo mai meditato abbastanza sul mistero centrale della nostra fede!

Auguri, don Tullio!

La festa di S. Croce, come annunciato, è anche l’occasione per dire grazie a don Tullio, che ricorda i suoi 60 anni di ordinazione sacerdotale. Una vita! Una vita spesa per la Chiesa, dedicata allo studio e all’insegnamento, una vita donata perché la riflessione teologica fosse animata e messa al centro di tanti percorsi. Grazie don Tullio per la tua fedeltà, per il tuo amore appassionato alla Chiesa, per l’umiltà con cui hai svolto servizi anche importanti, e per la semplicità con cui vivi, ora, questa stagione della tua vita e del tuo ministero tra noi. Maria, Madre dei sacerdoti, ti guidi verso la ricompensa del centuplo fissata da suo Figlio Gesù.

Il Vostro Parroco,