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5a dopo l’Epifania

Riprendere il cammino

Il tempo dopo l’Epifania, come abbiamo detto, è segnato da diverse manifestazioni di Gesù. La settimana scorsa questo cammino ha ceduto il passo alla festa della Presentazione del Signore. Ora riprendiamo il cammino previsto con questa 5a domenica dopo l’Epifania che ci aiuta ad indirizzare già lo sguardo verso la festa della Madonna di Lourdes e alla giornata mondiale del malato.

Gesù e i malati

Sono molte le pagine del Vangelo che ci parlano del rapporto tra Gesù e i malati. Anzitutto scopriamo, in ciascuna di esse, che Gesù ha avuto una particolare predilezione per i malati. In ogni luogo dove si è recato, in ogni villaggio che ha visitato, si direbbe quasi che Gesù abbia desiderato fortemente sempre questo incontro. Al centro di questi incontri c’è sempre la tenerezza, la benevolenza e la misericordia del Signore. Anche nel Vangelo di oggi, la prima reazione del Signore di fronte alla richiesta del centurione, è quella di chi si mette in discussione in primissima persona: “Io verrò e lo curerò”. In secondo luogo, emerge, sempre dalle pagine dei Vangeli, la richiesta di fede. A tutti coloro che chiedono un atto di guarigione, il Signore Gesù chiede di avere fede. Come è anche in questo caso. Anzi, a ben vedere, qui abbiamo una sorta di intervento preventivo del centurione che, pur essendo uno straniero, dichiara la sua fede in Gesù, tanto da non volerlo nemmeno disturbare. Egli sa, nel profondo del suo cuore, che basterà una sua parola. Fede profondissima, fede reale, fede incondizionata.

Noi e la malattia

Mi pare che non sia proprio l’atteggiamento di tutti i cristiani davanti alla malattia. Se molti accolgono il tempo di una malattia come il tempo prezioso di un cammino, molti si rivolgono a Dio quasi con pretesa, quasi in senso di sfida, forse con poca fede. Pur capendo la posizione di tutti, è però evidente che a tutti è richiesto di accogliere il tempo di una malattia come il tempo per un cammino con il Signore, che non abbandona mai e che anzi viene incontro al malato.

Noi e i malati

Come anche dovremmo rivedere il rapporto con i malati. Ci sono persone esemplari, che si dedicano giorno e notte alla cura dei malati che sono nelle loro case. Credo che siano autentiche storie di santità, esempi che tutti dovremmo conoscere, tanto sono belli e ricchi di fede. È però anche vero che molti non osano accostarsi ai malati, molti hanno paura di avvicinarsi ai malati, molti parlano dei malati e della malattia solo in teoria, ma senza incontro personale.

Vivere la festa della Madonna di Lourdes

Così il Vangelo di oggi ci immette e ci richiama anche già come vivere questa festa della Madonna di Lourdes. Se abbiamo dei malati in casa, cerchiamo di essere presenti con loro, ove possibile, alla funzione di martedì pomeriggio nella chiesa di San Giulio alle ore 16.00, vivendo anche il momento sempre di grande conforto e molto toccante dell’amministrazione dell’olio santo. Se non abbiamo malati in casa, approfittiamo, però, di una sosta di preghiera per tutti i malati, partecipando alla funzione della sera nella chiesa di Santa Maria, alle ore 20.45, sempre suggestiva, con la piccola celebrazione con i flambeaux.

In preghiera con l’Arcivescovo

Non perdiamo poi l’occasione di pregare per la pace insieme al nostro Arcivescovo: venerdì sera, 14 febbraio, in San Giulio, alle ore 20.45, un altro momento di toccante vita di fede.

Il Vostro Parroco,