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Presentazione del Signore

Una festa di luce

Quaranta giorni dopo il Natale eccoci di nuovo in chiesa per celebrare questa festa di luce. Anticamente chiamata “Purificazione della Vergine”, da tempo ha mutato nome in “Presentazione del Signore al tempio”, anche se, popolarmente, è chiamata la “Madonna della Candelora”. Anche noi, nelle S. Messe principali di questa domenica vivremo sempre la suggestiva processione interna alla chiesa con le candele, per ricordare le parole del vecchio Simeone: “luce per illuminare le genti”. La parola del Vangelo si riferisce a Gesù, ma la Chiesa l’ha applicata anche alla sua stessa realtà. Uno dei documenti più importanti e più belli del Concilio ha proprio questo titolo, segno che la Chiesa sa applicare a sé stessa e alle sue realtà spirituali il dover essere luce per le genti. Mi domando: quali luci possiamo ricordare oggi?

La luce di San Giulio

Anzitutto è la festa di San Giulio. Sacerdote, costruttore di Chiese, come sappiamo. Secondo la tradizione ne fondò 100, l’ultima delle quali sull’isola che da lui prende il nome presso il lago d’Orta. A lui si deve, sempre secondo la tradizione, la fondazione della prima chiesa di San Giulio, chiesa madre della nostra città. Costruire chiese significa non solo costruire gli edifici sacri, ma anche la comunità che abita questi edifici. Questo lavoro è sempre attivo. Lo sappiamo molto bene e anche noi stiamo continuando a costruire la nostra comunità pastorale. Con le reticenze di alcuni, le ritrosie di altri, l’incapacità di guardare avanti di pochi… ma pur sempre al lavoro, con tanta gente di buona volontà, con chi ama la Chiesa. Perché costruire comunità significa amare la Chiesa ed essere “lumen gentium!”

La luce della pace

Già nello scorso mese di gennaio, più volte, abbiamo pregato per la pace. Ora entriamo nel vivo dei “Dialoghi sul bene comune” che hanno come tema la pace. Il programma, già segnalato e che comunque trovate a pag. 4, è il cuore di questo mese di febbraio. A questi incontri siamo, di per sé, invitati tutti, non solo i credenti, ma anche i non credenti, anche chi rimane lontano, normalmente, dalla proposta pastorale. Si chiamano dialoghi sul bene comune proprio perché non sono solo “per noi”: un altro modo per tentare di essere “lumen gentium”, anche come piccola Chiesa, anche come comunità cristiana locale.

La luce nel dolore

Ancora legata a Maria è la ricorrenza dell’11 febbraio, data che ricorda la prima delle 18 apparizioni della Vergine Santa a Lourdes, giornata che la Chiesa dedica ai malati. Perché la Chiesa riconosce che anche i malati, con la loro sofferenza, possono essere “lumen gentium”. La sofferenza non solo provoca, non solo mette in discussione, non solo è e rimane un problema, ma può anche essere una luce. La luce che viene donata, attraverso i malati, a tutti. La luce che viene portata sul lucerniere perché ci possa essere un costante richiamo all’attenzione, alla cura, alla condivisione della vita con i malati, come fece il Signore. Anche a questo proposito segnalo una apposita celebrazione che vorrei fosse il più possibile estesa ai malati, perché abbiano il conforto del Sacramento.

Noi, piccole luci

Accompagniamo, viviamo, partecipiamo a queste celebrazioni, ricordandoci la chiamata ad essere luci. Noi siamo come delle piccole fiammelle, nel lucerniere della Chiesa. Non dimentichiamo mai questa identità, anzi proviamo a rendercene sempre più conto. È solo così, solo nella consapevolezza di quello che siamo che potremo vivere queste celebrazioni non come eventi, non come riti, ma come alimento spirituale per la vita della nostra anima.

Il Vostro Parroco,