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Battesimo del Signore

La fine del tempo natalizio

Con questa festa del Signore si conclude il tempo legato al Natale. Il richiamo è all’inizio del ministero del Signore, ma anche al nostro Battesimo e, quindi, al nostro impegno cristiano.

I richiami della festa

Leggiamo nella Parola di Dio di oggi alcuni richiami che sono fondamentali per il nostro essere cristiani:

  • La ricerca del Signore. Il Battesimo chiede questo, che ci si appassioni alla ricerca del Signore che, sempre, si fa trovare da coloro che lo desiderano.
  • La riconciliazione con il Padre. Era il contenuto dell’Epistola a mettere in luce questo tratto del Battesimo che è lavacro dei peccati. Lavacro che si riceve una e una sola volta nella vita e che può poi essere rinnovato in ogni confessione sacramentale.
  • L’appartenenza alla Chiesa. Le tre letture, nel loro insieme, ce ne parlavano. Il Battesimo, rendendo figli di Dio, immette anche nella Chiesa, l’insieme dei battezzati, l’insieme di tutti coloro che desiderano camminare con il Signore e vivere nella sua pace, ovvero nell’amicizia con Dio.
  • La speranza cristiana. È il tema che meglio si addice a questo anno giubilare. Speranza che deve essere anche in noi, che dobbiamo fare memoria costante del Battesimo, non solo dal punto di vista liturgico, ma soprattutto da quello spirituale. È nel Battesimo che siamo diventati figli di Dio per la vita eterna. È questa la verità che siamo sempre chiamati a celebrare.

Per noi

Mi pare che, al pari di tante altre occasioni, le celebrazioni della fede e quindi anche del Battesimo, vengano ridotte da un lato a rito, dall’altro a festa. Il rito è quello che si compie in chiesa, un’azione di preghiera sempre più lontana dalla gente, un insieme ricchissimo di simboli che, però, hanno poco da dire o da comunicare all’uomo. Dall’altro la festa, che è il vero punto in questione. Il Battesimo, come gli altri sacramenti, viene percepito come un momento di ritrovo, di incontro, un momento per pranzare o cenare insieme a parenti ed amici. Insomma, il Sacramento è il pretesto per la festa. Credo che le Scritture ci stiano dicendo ben altro e, forse, in questo anno giubilare siamo chiamati noi per primi a fare altro. Incominciamo noi a fare memoria del Battesimo dal punto di vista spirituale e, quindi, dedicandoci ad una preghiera quotidiana, costante, più intensa: non è questo il vero motivo conduttore anche del Giubileo?

Iniziamo noi per primi a non vivere i sacramenti come rito, come festa: il Giubileo ci richiama a celebrare con intensità la fede, non con cerimonie esteriori. Non tocca forse noi celebrare con il cuore il mistero della presenza di Dio?

Incominciamo noi per primi ad esprimere più fiducia nella Chiesa, che è Madre, Maestra, che ci guida, se noi lo desideriamo, in itinerari spirituali che aiutano a capire la vita dell’anima, l’importanza dell’unione con Dio, l’essenzialità dei riti sacramentali…

Anche di questo vive la speranza del cristiano, la speranza particolare di questo anno di Giubileo.

Il Vostro Parroco,