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2a di Avvento: i figli del Regno. La speranza nasce dal perdono

Un Avvento all’insegna della speranza

Come abbiamo detto anche la scorsa domenica, viviamo il cammino di Avvento di quest’anno riflettendo sulla speranza cristiana. Abbiamo una meta vicina e una più generale per la vita. La meta vicina è l’apertura del Giubileo dell’anno 2025, che avverrà proprio alla fine di questa attesa di Avvento, nella notte di Natale; la meta più generale è la vita eterna, alla quale ci richiamano con forza queste prime domeniche di Avvento.

Giovanni il Battista: un invito al perdono

Il personaggio chiave di questa seconda domenica di Avvento è certamente Giovanni il Battista, il precursore, colui che è davvero simbolo di attesa ma anche di speranza. Il Vangelo di oggi ci chiede di soffermarci su un tratto singolare del suo prezioso ministero: egli sta nel deserto, presso il Giordano e richiama tutti alla conversione, amministrando il battesimo per la conversione dei peccatori e per il perdono dei peccati. La penitenza, alla quale pure ci richiamava il Vangelo, è il cuore di tutto il ministero di San Giovanni Battista. Per il precursore la speranza nasce dal perdono. A tutti i peccatori Giovanni chiede di saper scendere nell’acqua del Giordano per rinascere ad una nuova speranza: la speranza di una nuova amicizia con Dio.

Per noi

Nel nostro cuore e nella nostra mente oggi non dovrebbero risuonare solo le parole di Giovanni, ma un po’ tutto il Vangelo. Moltissime sono le pagine dei Vangeli dedicate proprio al tema del perdono. Non tanto discorsi generali o cattedratici, ma pagine di vita che mettono al loro centro la forza del Signore che, desiderando incontrare i peccatori, mostra a tutti il volto misericordioso di Dio. Il Giubileo è, per eccellenza, simbolo di perdono. Un anno intero nel quale prendere maggiore confidenza, per così dire, con la misericordia di Dio. Anche il rito fondamentale del Giubileo, il passaggio attraverso la porta santa, ha, come rimando principale, la richiesta di perdono a Dio delle proprie colpe e suscita nel cuore di chi lo vive con fede il desiderio di vivere più santamente. La speranza, dunque, nasce davvero dal perdono. Ogni forma di perdono genera speranza. Il perdono umano genera speranza. Quel perdono che possiamo scambiarci vicendevolmente in famiglia, tra coniugi, tra genitori e figli, tra parenti. Il perdono che possiamo rivolgere a qualche persona con cui la relazione si è fatta pesante. Il perdono che può riaprire strade di dialogo, di condivisione, di vicinanza, genera sempre speranza. Il perdono di Dio, poi, cercato e ricevuto nel Sacramento, diventa occasione per rendere altre forme di perdono ancora più significative, forti, importanti, vere. Consiglio a tutti, in occasione del Natale che si avvicina, un’autentica esperienza di perdono nel Sacramento della riconciliazione e in un rinnovato incontro con Dio. Questa forza ci renderà anche più attenti a qualche forma di perdono umano che magari potremo vivere nell’ambito delle nostre relazioni. Un giubileo in atto in piccole forme, non meno importante del grande Giubileo della Chiesa. Non dimentichiamo mai che i grandi segni della Chiesa non sono mai fini a sé stessi. Hanno il compito di richiamarci, perché nelle cose piccole della vita di ciascuno possano brillare le medesime realtà. Riscopriamo, insieme, il senso della speranza che nasce da piccoli gesti di perdono. Aiuteremo tutto il mondo a confidare in altri gesti di perdono dei quali, forse, abbiamo perduto la speranza.

Il Vostro Parroco,