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1a di Avvento: la venuta del Signore – La speranza di una protezione sicura

Un rinnovamento liturgico

All’inizio di questo Avvento, la Chiesa di Milano comincia a utilizzare il nuovo Messale, ovvero il grande “libro liturgico” nel quale sono contenute tutte le celebrazioni eucaristiche dell’anno liturgico. Può sembrare qualcosa che non interessa tutti. È, per eccellenza, il “libro dell’altare” ovvero il libro “dei preti”. In realtà non è così: il testo guida la preghiera di tutti che, certamente, il sacerdote presiede, ma che rivolge a Dio a nome dell’intera comunità. Forse non ci saranno segni particolarmente visibili, ma è bene che tutti partecipiamo a questa conoscenza, anche per rinnovare l’attenzione ai testi delle preghiere che guidano la liturgia.

Un segno visibile

Un segno visibile però c’è. Da oggi anche i ministri straordinari dell’Eucarestia, al pari dei lettori, riceveranno, prima di svolgere il loro compito, una particolare benedizione. È un segno dell’importanza del loro ministero e dell’appartenenza alla comunità per la quale svolgono questo servizio.

Camminare nella speranza: la speranza di una protezione sicura

Il cammino di Avvento che inizia oggi sarà tutto dedicato alla speranza. Ce lo chiede il prossimo Giubileo, che sta per iniziare: verrà aperto dal Papa nella notte del prossimo Natale. Un primo messaggio che riceviamo dalle Scritture di oggi può essere questo: la speranza di una protezione sicura. Credo che sia nel cuore di tutti questo desiderio, tanto che, quando qualche fatto di cronaca ci lascia pensare che i nostri paesi e città non siano sicuri, tutti percepiamo ansia, viviamo un senso di insicurezza, facciamo raccomandazioni o ci curiamo che i più fragili abbiano la giusta protezione.

Per noi

Le Scritture e, soprattutto, il Vangelo di oggi ci dicono che Dio è protezione sicura per coloro che si affidano a Lui. Dio è protezione in mezzo alle guerre, negli sconvolgimenti della natura, nelle ferite che gli uomini, reciprocamente, sanno procurarsi; Dio è sicurezza di vita anche nel tempo della persecuzione, quando tutto è contro la fede. Chi si fida di Dio è in grado di “rialzare il capo”, come diceva il Vangelo, ovvero di guardare avanti, senza rimanere ripiegato su sé stesso, sui propri problemi, sulle proprie ansietà. Che pure ci sono, ovviamente, ma quando queste realtà vengono affidate a Dio, trovano anche la loro composizione e, nella lunga distanza, il loro senso. L’Avvento comincia con questo messaggio spirituale di grandissima portata: cerca di rinvigorire la tua speranza. Cerca di rendere più forte il tuo personale cammino di apertura a Dio. Nella speranza che il cammino di fede ti dona di fare, scoprirai anche un senso di sicurezza inedito. Dio ti accompagna, Dio sta al tuo fianco, Dio è protezione sicura, anche quando tutte le cose vanno male.

Per scoprire questa forma di speranza il richiamo fondamentale è perché tutti possiamo costruire una relazione sempre più sincera e vera con Dio. Relazione che passa attraverso la preghiera. Invito ciascuno a curare la lettura della Parola di Dio, a intensificare la propria esperienza di preghiera, a curare particolarmente la celebrazione della S. Messa, magari avendo a cuore anche una celebrazione infrasettimanale, come sempre raccomando. Più si approfondirà il nostro rapporto con Dio, più sarà facile capire che la speranza della vita eterna verso la quale siamo tutti in cammino, genera senso di sicurezza per i nostri giorni, per il nostro tempo, per la nostra società.

Il Vostro Parroco,