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Cristo Re dell’Universo

Concludere un anno liturgico

Come penso tutti sappiamo, questa domenica, la domenica di Cristo Re, conclude l’anno liturgico. Con domenica prossima inizia un nuovo ciclo di Avvento e un nuovo anno liturgico. In questa domenica viviamo anche l’annuale festa della Caritas e la giornata in cui ci ricordiamo dei poveri. Due intenzioni differenti unite insieme e ripercorribili a partire dalla Parola di Dio che oggi ascoltiamo.

Avere gli stessi sentimenti di Cristo

Anzitutto mi sembra che il monito dell’Epistola sia fondamentale per noi. Chi è il cristiano? Ci risponde San Paolo: uno che ha gli stessi sentimenti di Cristo. Certo i sentimenti di Cristo che il Vangelo ci descrive sono tantissimi. Credo che, oggi, in questa festa particolare, tutti siamo invitati a guardare alla sua vicinanza agli uomini, ben descritta dalla scena della croce, così come alla sua condivisione delle loro sofferenze e difficoltà. Condivisione che giunge fino alla sperimentazione della morte per donare a tutti la salvezza. Questa condivisione è stata una delle vie maestre del Signore che insegna ad essere vicino ai poveri, agli indifesi, a chi viene dimenticato da tutti.

In Caritas

Mettere al centro la Caritas in questo giorno della sua festa che coincide anche con il 50° della Caritas Ambrosiana, significa per lo meno due cose.

  • Ricordarci dei poveri. È un monito biblico, è un monito del Signore. La Caritas ha questo compito: aiutare una comunità ecclesiale a ricordarsi dei poveri. Non, quindi, un’azione di supplenza, quasi ricevendo una delega da parte di una comunità credente ma, al contrario, ricordando a tutti che il dovere di sovvenire il povero è un dovere di ogni cristiano. Guardiamo alla Caritas per questo suo compito profetico.
  • Proporre percorsi di educazione al sostegno delle povertà, perché tutti possiamo intuire l’importanza della richiesta che la Caritas incontra.

Per noi

Come ormai sappiamo, lo diciamo molto spesso, siamo in vista di un anno giubilare. Vorrei che ci chiedessimo: cosa farò io, in questo anno, per essere un credente che cerca di avere in sé i sentimenti di Cristo e il suo medesimo sguardo sui poveri?

Potrebbe tornarci utile anche la proposta della Caritas “famiglie solidali”, come abbiamo già ricordato con il volantino inserito nel notiziario scorso. Si tratta di un progetto molto semplice: una famiglia può decidere di sostenere un’altra famiglia, in difficoltà, assistita e visitata dalla Caritas, con una somma che ciascuna famiglia decide. L’importante è garantire, per almeno un anno, un versamento mensile, che sia di pochi euro o una cifra importante non conta. Conta l’educazione che passa attraverso quel gesto. Educazione personale, ma anche educazione dei figli, dei nipoti. Compiere questo gesto e condividerlo è già educazione ad accogliere il povero, a farsi tramite dei suoi bisogni, ad ascoltare i suoi problemi e preoccupazioni.

Cerchiamo, davvero, di avere gli stessi sentimenti di Cristo. Lasciamo che il Crocifisso ci guardi e, ancora una volta, ci parli. Così potremo essere anche noi attratti dal suo amore che salva. Amore che chiede anche a noi di essere strumenti della sua provvidenza e vicinanza all’uomo.

Il Vostro Parroco,