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X dopo Pentecoste

Uno sguardo sul tempo liturgico

Questa settimana avremo la possibilità di festeggiare Sant’Anna nella chiesetta a lei dedicata nella nostra città, occasione che ci permetterà di festeggiare i nonni. In questi giorni abbiamo anche la fortuna di avere presenti i ragazzi di Betlemme che ci portano una riflessione particolare dalla loro terra, insieme alla richiesta della preghiera per la pace.

Essere tempio santo

Possiamo capire questa giornata solo se ci mettiamo nell’ottica delle scritture di questo giorno che ci aiutano a capire che noi, come persone, come singoli ma anche  come Chiesa, siamo chiamati ad essere tempio santo di Dio, luogo dove si manifesta la sua gloria. È soprattutto l’epistola di San Paolo di questa domenica che ci aiuta a capire che, nel cuore del credente, non ci deve essere spazio per alcuno “sconto”, per alcuna “commistione” tra luce e tenebre, tra bene e male, tra comportamento credente e comportamento non credente. Cosa che, tutti noi, facciamo molta fatica a vivere. San Paolo ne è molto conscio e, per questo, raccomanda ai suoi fedeli, come oggi a noi tutti, che il comportamento morale del credente deve sempre essere integerrimo. Quando si creano spazi per commistioni o sconti, ecco che viene a crollare quella santità del comportamento credente al quale, invece, dovrebbe mirare ogni anima.

Per noi

Mi pare che la “questione morale”, come siamo soliti chiamarla, sia da anni al centro della riflessione e del dibattito comune, ma non vedo grandi segni di ripresa! Lo vediamo bene nei campi che più interessano la società civile: la politica, l’economia, il lavoro. Altrettanti segnali preoccupanti vengono dai “mondi” che fanno notizia: mondo dello spettacolo, mondo dello sport, mondo della cultura. Pare davvero che non ci sia luogo dove non ci siano problemi! Pare davvero che la questione morale sia qualcosa di cui tutti parlano, in modo molto generico e superficiale, ma realtà per la quale poi non ci si impegna. È qui che nascono i comportamenti “furbi”, i latrocini di ogni tipo, i grandi scandali per i quali ci si infervora per qualche tempo, salvo poi dimenticare tutto. Poco, in realtà, l’impegno, anche di noi credenti, per dire che c’è un comportamento morale che nasce dalla fede, c’è un’attenzione al costume che nasce dall’essere credenti; c’è un “modo di vivere”, uno “stile” che dovrebbe appassionare il cristiano  e diventare uno dei suoi tratti più distintivi. Oggi ci si conforma tutti al basso e ci si lascia plasmare da ciò che avviene, o meglio da ciò che si vede. Penso soprattutto ai giovani resi unanimi nei loro comportamenti proprio da ciò che vedono.

La risorsa dei nonni

Chi ci può dare una mano per tornare a pensare in modo diverso e, possibilmente, cristiano? I nonni! I nonni che hanno ancora una formazione che tiene, una formazione che porta anche ad avere un certo modo di comportarsi, in dipendenza dai valori grandi dell’esistenza. Non solo una formazione certa, ma anche quell’esperienza di vita che ha già permesso loro di tenere ciò che più conta e di lasciare ciò che, invece, pur sembrando promettente, non ha dato grandi risultati. Ecco perché oggi occorre valorizzare tutti i nonni e mettersi alla scuola della loro esperienza, della loro vita e della loro fede. I santi Gioachino ed Anna, che oggi veneriamo particolarmente nella chiesetta di Sant’Anna, ci aiutino a capire che solo dove si valorizza questo patrimonio di umanità e di fede, c’è davvero crescita umana, personale, sociale. Un compito per tutti i più giovani: oggi telefoniamo ai nonni, sentiamoli vicini, facciamo una visita… Potrebbe essere un modo concreto per vivere bene una domenica assolutamente speciale.

Il Vostro Parroco,