VII dopo Pentecoste
Uno sguardo sul tempo liturgico
Siamo ormai nel pieno della stagione estiva e, anche nelle nostre comunità, si sperimenta un’aria di “vacanza”. Le attività vanno verso la giusta pausa estiva e anche molti di noi stanno già rientrando o stanno preparando ed attendendo le proprie vacanze. Spero non si spenga, però, il desiderio della fede.

Mai separati da Dio
In questo senso possiamo rileggere il brano dell’epistola, la seconda lettura, di oggi. San Paolo riflette in senso autobiografico. Egli ha affrontato di tutto: pericoli, come lui stesso dice, da ogni parte e difficoltà di ogni genere. Per questo, ripensando alla sua vita, San Paolo dice: “né morte, né vita né alcuna altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù?”. Nel contesto generale del brano, pur enumerando molte altre esperienze, Paolo afferma con certezza di non sentirsi mai separato dell’amore di Dio. è questa l’esperienza spirituale che è possibile ad ogni cristiano. Nulla, in verità, ci separa mai dall’amore di Dio.
Per noi
Credo che non tutti e non sempre saremmo pronti a dire le stesse parole e a fare la stessa professione di fede. È più facile, è più probabile che ci lamentiamo di quello che accade, ci spaventiamo di fronte ad un pericolo, o di fronte ad una notizi inattesa, o ad un evento che ci raggiunge improvviso. Difficilmente riusciamo a metterci nell’atteggiamento spirituale di chi dice: Dio è sempre con me. Anche se mi capita questa brutta esperienza, so che Dio mi accompagna. Anche se mi capita questa situazione che non vorrei affrontare, io so che non sono solo nel sostenerla…
Atteggiamenti che ci pongono una domanda: a cosa serve la fede? Non è forse vero che è proprio nei momenti difficili che la fede dovrebbe illuminarci e sostenerci? La fede serve a moltissime cose, ovviamente, ma quando siamo nel mezzo di realtà difficili da affrontare serve proprio a sentire che non siamo soli, che non siamo abbandonati, che Dio ci accompagna nelle cose difficili della vita.
Come? Come possiamo fare per vivere questa realtà? Credo che ci siano molte risposte, la maggior parte personali, dal momento che ciascuno di noi vive la fede in modo personale. Ci sono però anche delle risposte comuni. Il primo modo per non sentirci soli e per sperimentare la presenza di Dio è l’Eucarestia. È nel sacramento della Presenza che noi possiamo sperimentare la forza di Dio che viene dentro di noi. è per questo che la celebrazione della Messa e, soprattutto, la Santa Comunione, diventano così importanti per ciascuno di noi. è in questo modo che la forza di Dio ci raggiunge, ci sostiene, ci guida, rilancia in avanti il nostro cammino.
Un secondo modo è la preghiera. Luoghi di preghiera, pellegrinaggi, santuari, o, semplicemente, luoghi del cuore dove possiamo parlare con Dio, diventano il modo concreto con il quale noi possiamo sperimentare la vicinanza del Padre e sentirci sostenuti dalla sua presenza.
Un terzo modo che abbiamo per sentire la presenza di Dio e il suo sostegno è, sicuramente, fare le bene. Quando ci applichiamo nel volontariato, quando sosteniamo un’opera buona, quando ci sappiamo sostenere vicendevolmente, tutti sperimentiamo quell’amore e quella pace che sono il frutto concreto dell’azione compiuta che sperimentiamo dentro di noi.
L’estate è tempo per tutte queste cose! Per una preghiera più forte, per un pellegrinaggio, per un’opera buona… Perché, dunque, non approfittarne?
Il Vostro Parroco,
