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VI dopo Pentecoste

Uno sguardo sul tempo liturgico

Continua la rilettura della storia della salvezza mentre celebriamo la festa di San Pietro, non solo patrono della parrocchia a lui dedicata, ma richiamo per tutti i fedeli all’unione con il Papa e alla partecipazione alla giornata della carità del Santo Padre. Anche noi non mancheremo di destinare le offerte di oggi per questo scopo universale.

Conoscere Dio

Cosa significa conoscere Dio? Chi conosce Dio? Il tema delle Scritture di oggi nasce, anzitutto, dalla prima lettura che segna sempre il tempo liturgico dopo Pentecoste. Mosè conosce Dio perché Dio si rivela a lui. Egli conosce il mistero di Dio come mistero di amore, mistero di fuoco, che arde senza consumarsi. Mosè rimarrà impressionato per sempre da questa visione e tutta la sua vita sarà risposta di amore a questa rivelazione di amore ricevuta all’origine della sua vocazione. Il Vangelo riprende questo tema. Il vero rivelatore del Padre è Gesù che viene per portare la sua Croce e per salvare, in essa, tutti gli uomini. Per questo motivo, all’uomo è chiesto di fare altrettanto, ovvero di prendere ogni giorno la propria croce e seguire il Signore. La conoscenza di Dio non viene dallo studio, dall’approfondimento teorico. Certo anche questo conta, ma la vera conoscenza di Dio nasce solo dalla sequela. Chi fa come Cristo conosce il Padre. Chi come Mosè si sente animato da una forza di amore misteriosa, e, per questo, prende la sua croce ogni giorno, vive da figlio di Dio e conosce il Padre. Una sequela sempre più intensa genera una conoscenza sempre più forte del mistero del Padre.

Per noi

Cosa diciamo della nostra conoscenza di Dio? Forse non ci pensiamo abbastanza, forse non sapremmo nemmeno bene come rispondere a una domanda di questo genere. Credo che il percorso delle Scritture di oggi voglia proprio aiutarci a capire che anche la nostra conoscenza di Dio dipende seriamente da come viviamo, da come prendiamo su di noi le croci che la vita ci consegna, da come sappiamo portarle con amore. Mi pare di capire che, oggi, tutti siamo un po’ sconvolti dalle fatiche della vita. Possono essere cose di poco conto o possono essere grandi difficoltà dell’esistenza, ma, tutti, siamo incapaci di portarne il peso. Tanto che vorremmo fuggire, o forse vorremmo proprio cambiare situazione concreta di vita. Il Vangelo ci richiama e ci rimette di fronte a quella “regola di vita” che è vera per tutti e grazie alla quale noi possiamo perseverare nel cammino di fede che abbiamo iniziato. Conosce il Padre chi porta la propria difficoltà, la propria croce. Conosce il Padre chi sa invocare la sua presenza e sa mettersi dinnanzi a lui, chiedendo il dono della forza interiore per vivere bene il proprio cammino. Conosce il Padre chi medita sulla vita di Cristo e si dispone a fare altrettanto. Conosce il Padre chi, come Mosè, si sente sempre animato da un fuoco interiore che brucia senza consumare, ovvero che dona forza di amore infinito a coloro che vogliono farsi carico del dono della fede.

Auguriamo di continuare il proprio cammino di fede, di generosa donazione di amore nel ministero a don Germano, che ricorda, in questi giorni, il suo 55° di ordinazione sacerdotale. Preghiamo per lui, perché sempre animato dall’amore di Cristo, continui a indicare a tutti le vie di Dio, le vie di una perfetta conformazione a Cristo. Auguri di cuore, don Germano, da parte di tutta la comunità.

Il Vostro Parroco,