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La Samaritana

In quaresima

Come vi dicevo la settimana scorsa, vorrei rileggere con voi i testi bellissimi dei Vangeli quaresimali domandandoci cosa dicono oggi a noi come Chiesa e non solo come singoli fedeli.

Chiesa che insegna ad amare

Penso che in questa seconda domenica di quaresima simo chiamati a comprendere come tutti dobbiamo imparare ad amare ma, al tempo stesso, tutti possiamo insegnare ad amare. Questa identità ci appartiene perché i cristiani vivono ogni giorno il comandamento dell’amore. I cristiani, per imparare ad amare, non guardano solo ad altri uomini o ad altre donne del loro tempo o dei tempi passati, ma guardano a Cristo. Cosa ci dice questo vangelo a proposito di come Cristo ama?

Cristo ama preparando un incontro. Il Signore, come ben si vede dal Vangelo, non ha partecipato ad un incontro fortuito, ma ha “organizzato” l’incontro con la donna Samaritana. Ha cercato di essere nel luogo che lei frequentava, ha atteso l’ora del suo arrivo, ha allontanato i discepoli lasciandoli andare a fare provvista di cibi… il Signore ci insegna che, per amare, occorre preparare gli incontri con le persone.

Cristo ama dialogando. Gesù non insegna verità “a priori”. Gesù entra in dialogo con la donna in modo progressivo, incalzandola con le sue domande, lasciando che essa racconti di sé e arrivi a capire le cose pian piano, secondo quello che le è dato di poter fare. Cristo non illumina con la sua luce abbagliando, ma rischiarando il cammino con dolcezza e secondo la misura di ciascuno.

Cristo ama portando ad emergere la verità. Non rimprovera questa donna per la sua situazione, piuttosto permette a lei di capire che quella situazione è davvero contro la sua felicità, contro la realizzazione della sua umanità.

Cristo ama lasciando liberi. Il riferimento è alla donna, ma anche alle altre persone che egli incontra nel vangelo, discepoli compresi. L’amore di Gesù suscita e sostiene la libertà di ciascuno, senza imporre mai nulla.

Cristo ama donandosi, come vedremo bene alla fine della Quaresima, lui che aveva detto: “non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici…”. Non solo in senso fisico – cosa possibile solo ai grandi spiriti – ma in tutti i modi possibili.

Un richiamo

Anche noi dovremmo imparare ad amare così, preparando gli incontri con le persone, attendendo che esse si raccontino, lasciando spazio al racconto, all’ascolto, perché ciascuno, dicendo di sé, impari ad amare.

Anche noi dovremmo imparare che amare significa portare alla verità. Il riferimento è alle tante situazioni di oggi che certamente esprimono amore, ma non tendono alla verità. Con discrezione, con impegno, con amore occorre accompagnare tutte queste persone a comprendere quale amore è possibile a loro in quel momento, quale passo è possibile a loro in quella precisa situazione. Come Gesù dovremmo sempre chiederci quali piccoli passi sono possibili, perché è chiaro che nessuno riesce mai a fare tutto subito, ma tutti possiamo fare qualcosa a piccoli passi, a piccole riprese.

Sentiamoci noi per primi amati così da Cristo. Saremo poi in grado di testimoniare questo amore a tutti perché tutti imparino ad amare secondo il cuore di Cristo.

Il Vostro Parroco,