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All’inizio della Quaresima

Una nuova sezione del tempo liturgico

Iniziamo oggi l’itinerario di Quaresima, un itinerario che segna un passo differente del cammino. Un po’ perché la Quaresima è il cuore dell’anno liturgico, un po’ perché è un richiamo per tutti, anche per coloro che, in altri momenti dell’anno, fanno più fatica a vivere un itinerario di fede profondo.

Il nostro itinerario

Credo che tutti conosciamo bene lo svolgersi dei Vangelo di quaresima che, a differenza delle altre domeniche dell’anno, non cambiano mai. Così siamo “abituati” a incontrare il Vangelo delle tentazioni nella prima domenica; la Samaritana nella seconda; il popolo dei figli di Abramo nella terza; il cieco nato nella quarta; Lazzaro nella quinta; la Domenica delle Palme come sesta domenica e inizio della Settimana Santa. Come rileggere questi Vangelo noti in questo anno pastorale? Credo sia molto bello tenere presente che siamo nel 15° anno di fondazione della comunità pastorale. Vorrei rileggere questi Vangeli da un punto di vista ecclesiale, per vedere cosa suggeriscono alla nostra comunità intera, già in preparazione al Giovedì Santo che deve essere, quest’anno, del tutto particolare e deve parlare a tutti i collaboratori della comunità.

Chiesa che custodisce la preghiera

In questo anno, che è anche di preparazione al Giubileo ordinario del 2025, vorrei rileggere questo testo delle tentazioni guardando alla solitudine del Signore e alla sua misteriosa preghiera. La preghiera di Cristo è sempre un mistero. Un mistero di intensità: non c’è nessuno che preghi come Cristo e che abbia un dialogo con il Padre forte come il suo. Un mistero di parola e di silenzio: sappiamo pochissimo delle parole che Cristo rivolge al Padre e rimaniamo incantati dal silenzio che le custodisce. Un mistero che comprende anche la più umana delle esperienze di fede: la tentazione. Nemmeno Cristo, custodito dal Padre in una relazione profonda ed unica, può evitare quel mistero che è, per ogni uomo, la tentazione. Vorrei che tutti imparassimo ad essere Chiesa che sa custodire la preghiera. Vorrei che ogni fedele, sempre ma soprattutto in questo tempo santo, imparasse anche a rileggere il mistero della tentazione che è in lui, partendo dalla profondità della preghiera.

Un invito

Come già anticipato la scorsa settimana, vi invito Martedì 20 febbraio, alle ore 20.45 nella Chiesa di San Giulio, a vivere un esame di coscienza comunitario. Terremo ancora, come filo conduttore della serata, il tema delle relazioni e degli affetti, dando attenzione, quindi, all’ambito morale che, normalmente, non diventa spesso oggetto delle nostre confessioni.

Un richiamo

Vorrei così richiamare tutti a vivere con intensità questo tempo santo, anche partendo dagli aspetti tradizionali. Il digiuno, per esempio, che dovrebbe scandire il giorno del venerdì e che sta diventando una pratica che abbandoniamo. Dai 18 ai 60 anni, secondo la legge canonica, tutti siamo tenuti a viverlo. Credo che ciascuno sappia come regolarsi, ma è bene richiamare per tutti un atteggiamento di sobrietà che dovrebbe riguardare tutto il tempo di quaresima. Pensiamo a come rinunciare, magari, a quei momenti “futili”, belli ma non necessari (aperitivi, feste…) che potrebbero già essere una forma di digiuno per educarci ad essere liberi. Buon cammino a tutti, certo che la Quaresima sarà, per tutti, un tempo di richiamo non solo alle cose esteriori, ma ad una intimità più profonda con il Signore, alla scuola di Cristo, Maestro di preghiera.

Il Vostro Parroco,