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IV domenica dopo l’Epifania – festa della famiglia – Giornata per la vita

Un’immagine per queste domeniche

Anche in questa domenica ripresentiamo l’immagine che abbiamo cercato di tenere presente per vivere queste feste attorno alla S. Eucarestia, festeggiando la famiglia e la vita.

Animati da invincibile speranza

Come vogliamo celebrare queste feste quest’anno? Animati da invincibile speranza, secondo lo slogan che i vescovi e la Chiesa di Milano hanno scelto come tema. Come si sta, animati da invincibile speranza, davanti all’Eucarestia, pregando per la famiglia e per la vita? Si sta in questo atteggiamento di orazione come stanno i credenti.

I credenti sanno che la famiglia e la vita sono due realtà fragili. Per questo pregano. Pregano davanti all’Eucarestia. “Pregare” deriva dal latino: “essere precario”. Chi prega si rivolge a Dio con animo confidente poiché sa di essere precario. Sa di essere fragile. Il cristiano lo sa bene, come persona, per quanto riguarda la sua vita. Il cristiano sa anche che questa precarietà vale anche per la famiglia. Noi, cristiani di oggi, lo sappiamo anche molto bene rispetto al contesto culturale nel quale viviamo. La famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, la famiglia che mette al centro il sacramento in Cristo, la famiglia che, mentre vive, prega, lotta, soffre, spera, non è certo l’immagine di famiglia che, comunemente, gli uomini hanno. Il cristiano lo sa. Per questo prega. Nel mondo della fragilità si rivolge a Dio con fiducia.

Come sta il cristiano rispetto ai temi della vita? Sta come uno che è precario. Sta come uno che vede e scruta i segni ei tempi: i tempi in cui non si riflette sul valore della vita, ed ecco la violenza, il non rispetto dell’altro, l’egoismo, l’edonismo, la guerra… i segni dei tempi che sono cattivi, per cui deve sempre andare bene tutto, per cui non si può più parlare di aborto, di prevenzione, di educazione all’amore…

Il cristiano sa tutte queste cose. Non si lamenta, non recrimina e continua a celebrare l’Eucarestia per essere animato da invincibile speranza.

L’Eucarestia

Il cristiano mette sempre, al centro della sua vita di preghiera, il Signore risorto, realmente presente nel Sacramento. Per questo il cristiano va a Messa: per celebrare la sua speranza. Per questo il cristiano adora l’Eucarestia: perché parla con il Signore lì presente, ascolta la sua parola che si rivela all’uomo e, soprattutto, adora, in segno non solo di rispetto ma di amore. Riconoscendo l’amore di Dio che è presente nel Sacramento, il cristiano risponde con il suo amore. Sempre limitato, sempre timido, eppure risposta di vero amore all’Amore che si dona.

Un invito

Ecco perché vi invito a celebrare con fede le sante giornate eucaristiche. Chiedo a tutti di lasciarsi attrarre dall’Eucarestia, sentendo che, in essa, c’è una convocazione di amore per tutti noi. La nostra decisione di partecipare sia proprio un momento da vivere nell’ascolto, nell’adorazione, nella presenza.

Il Vostro Parroco,