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1a di avvento: “La venuta del Signore”

L’identità del cristiano

Qual è la nostra identità di cristiani? Siamo così certi di una risposta da dare? È così importante sapere chi siamo? Credo di sì e vorrei che tutto l’avvento di quest’anno, le prossime sei settimane, ci aiutassero a rispondere a questa domanda. A partire, come sempre, dalla liturgia che, come ci insegna costantemente il nostro Arcivescovo, è la linea guida, il cuore di tutto il nostro percorso di fede. Daremo, quindi, sei risposte. La prima: l’identità del cristiano è attendere la fine dei tempi o, meglio, l’incontro con il Signore.

Marana thà! Vieni Signore Gesù!

I primi cristiani avevano coscienza fortissima di questo incontro con il Signore. Attendevano la fine dei tempi da un momento all’altro perché ritenevano che il tempo dopo l’Ascensione del Signore e la Pentecoste avrebbe aperto un ultimo periodo dell’esistenza dell’uomo, prima di arrivare al giudizio finale. Per questo il loro saluto abituale, diventata poi un’espressione liturgica, era: “Marana thà”, ovvero “Vieni Signore Gesù”. Era l’espressione di una consapevolezza: il tempo si dirige all’incontro con Cristo. Era un augurio: possano venire questi tempi e possa ogni uomo incontrare Colui che di tutto è l’origine e il principio.

Noi e l’attesa

Viviamo in un tempo molto diverso. Abbiamo perso il gusto e il senso dell’attesa. Cosa attendiamo oggi? Magari qualcosa che ci sta a cuore, magari un evento che ci piace, magari un incontro nel quale riponiamo molta fiducia. Ma è raro, ai nostri giorni, sentire qualcuno che attende la fine del proprio tempo per incontrare il Signore. Anzi, ci dividiamo in due categorie: quelli che negano che ci sarà questo incontro, e i “catastrofisti”, quelli che pensano che ogni evento della natura sia un modo con cui il Signore ci dice che sta mettendo fine al tempo, al mondo, alla storia.

Imparare a dire: “Marana thà! Vieni Signore Gesù!”

Credo che la raccomandazione della liturgia e, in generale di questo Avvento, possa essere proprio la riscoperta di questa invocazione antica e sempre moderna.

Impara a dire “Marana Tha, vieni Signore Gesù” chi impara a desiderare l’incontro con il Signore, ovvero chi sa che la nostra vita è nelle mani di Dio, chi sa che la nostra vita non finisce nel nulla, chi professa l’aiuto di Dio in ogni circostanza della vita.

Impara a dire “Marana Tha, vieni Signore Gesù” chi vigila su sé stesso, come uno che si prepara ad un incontro importante della vita.

Impara a dire “Marana Tha, vieni Signore Gesù” chi ama la vita, loda Dio per le cose belle e buone dell’esistenza, contempla quello che il Signore dona di vedere, di vivere, di condividere.

Impara a dire “Marana Tha, vieni Signore Gesù” chi non fa il catastrofista, piuttosto richiama sé stesso e gli altri alla conversione del cuore a Dio.

Carissimi, viviamo un avvento così, un avvento che ci faccia desiderare l’incontro con il Signore! Marana tha, vieni Signore Gesù!

Il Vostro Parroco,