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Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo

Una festa difficile

Cristo Re, la festa che celebriamo oggi, è molto difficile da celebrare, sia nel suo contenuto, sia nella sua spiritualità.

Nel suo contenuto: cosa significa dire che Cristo è Re?

Nella sua spiritualità: cosa pensiamo significhi, concretamente, per noi, dire che Cristo è il Re dell’universo? A noi che non viviamo nemmeno più questa forma politica, cosa potrà mai dire una festa del genere?

Due risposte chiave

La prima risposta, quella più “teologica”, viene dal Vangelo. Affermare che Cristo è il Re dell’universo significa mettere al centro di tutto il suo amore. Quell’amore crocifisso, quell’amore che diventa persino incondizionato, quell’amore che diventa donazione fino alla fine. Dire che Cristo regna in questo modo è tutt’altro che dire una signoria dispotica o politica! Il regno di Cristo è un regno di amore!

Se questo è il regno di Cristo, ne viene che anche noi, per partecipare al suo regno, abbiamo necessariamente bisogno di vivere questa medesima regola di vita: amare!

La festa della Caritas

Concretizziamo questa proposta vivendo, come ogni anno, la festa della Caritas. Un’occasione per fare il punto della situazione, per rileggere come è andato l’anno pastorale da questo punto di vista, ma anche per dire a tutti che è sempre più necessario imparare che la Caritas non è l’istituto che “assolve” il debito della carità dei credenti! Essa ha un compito di richiamo. Sentiamoci, oggi, tutti invitati a fare nostre le istanze di carità più urgenti della comunità e del territorio.

Il “4 novembre” e il centenario di viale Rimembranze

Chi muore tace e chi vive si dà pace!”, dice un antico adagio. Proprio per non darsi pace, pochi anni dopo la fine della Prima guerra mondiale, nel 1922, una legge impose che ci fosse in ogni paese un “ricordo vivente” dei morti della “grande guerra”. Nasce così, in molti paesi, tra cui Cassano, il Viale Rimembranze. Un viale di tigli, piante “vive” che devono far fare “viva memoria” dei caduti. A monito di cosa porta la guerra, “inutile strage”, come la definì, in quel tempo, papa Benedetto XV. Anche noi dovremmo imparare qualcosa dalla sapienza dei padri e di quei giorni. Impariamo a non darci mai pace, quando c’è qualche guerra, impariamo a non lasciar cadere le cose! Impariamo a vivere una preghiera di intercessione seria e un costante richiamo ai valori della pace. Per questo, lunedì 13/11, alle ore 20.00, nella Chiesa di San Giulio, iniziamo i giorni feriali di avvento con l’adorazione eucaristica e il rosario per la pace nel mondo. Un richiamo per tutti e, soprattutto, per le famiglie dei ragazzi del catechismo. Educhiamoci alla preghiera, educhiamoci alla pace, educhiamoci anche a fare qualche rinuncia di tempo, di cibo, di impegni, per essere solidali con chi soffre e per chiedere a Dio il dono più grande e più necessario per la vita dell’uomo. Vi aspetto, con grinta e determinazione come il mese scorso, per dire a Dio anche il nostro zelo e il nostro fervore, mentre iniziamo il tempo che ci porterà a celebrare ancora una volta il Natale, la presenza dell’Emanuele, il Dio con noi, il Dio per noi!

Il Vostro Parroco,